(VIDEO) TELE ONE canale 19: SICILIA SERA a cura di Filippo CUCINA. “Fridays for Future” – Palermo 15 marzo 2019. “L’onda verde di una generazione che può cambiare il mondo. I ragazzi che manifestano per l’ambiente hanno meno paure rispetto ai genitori, sono global per necessità e convinzione. E scendendo in piazza hanno superato la solitudine digitale”

. Tutti in piazza per il clima. Boom di presenze al ‘Fridays for future’, lo sciopero salva-pianeta degli studenti per sostenere la battaglia ambientalista dell’attivista sedicenne svedese Greta Thunberg. In prima fila anche l’Italia con in testa Milano. “Siamo troppi, siamo più di centomila, chiudiamo il corteo in piazza Duomo perché in piazza Scala non ci stiamo”, hanno detto gli organizzatori per spiegare il cambio di percorso. Folla anche nelle altre città: 25mila hanno sfilato a Roma, 3mila a Bologna, 10mila a Firenze e Torino, 5mila a Venezia, 15mila a Padova, 3mila a Palermo, 2mila a Cagliari, solo per citare oltre 200 piazze mobilitate. A Brescia tra i 10mila c’era anche il vescovo Pierantonio Tremolada. …

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L’onda verde invade le piazze del mondo.
«In Italia siamo un milione»

Grande mobilitazione nelle principali città italiane, senza bandiere o simboli politici. In centomila a Milano. A Torino suonano migliaia di sveglie: «Non abbiamo più tempo»
I giovani in manifestazione a Milano

Il giorno è arrivato. Gli studenti, e non solo, in tutta Italia e nel mondo sono in piazza per lo “sciopero globale” contro i cambiamenti climatici. I giovani attivisti chiedono un cambio di rotta su ambiente e sviluppo sostenibile: lo fanno sulla scia delle proteste pacifiche della sedicenne svedese Greta Thunberg. Decine di migliaia, mobilitati in nome del rispetto della Natura e del rispetto della Terra. I primi a muoversi, quando in Europa ancora si dormiva, sono stati i giovani australiani: «Smetteremo di comportarci da adulti quando il primo ministro Scott Morrison smetterà di comportarsi da bambino». Così la sedicenne australiana Tahlia Mullins, in piazza a Canberra, la capitale dell’Australia, per lo sciopero mondiale per chiedere ai governi di agire fermamente contro i cambiamenti climatici, si rivolge direttamente al primo ministro australiano Scott Morrison.

In Italia si stanno svolgendo quasi 200 eventi, con manifestazioni in tutte le principali città. Gli organizzatori, da Nord a Sud, avevano invitano a portare striscioni, musica e colori, ma non bandiere di partiti politici: «Perché la giornata non sia strumentalizzata», dicono. E anche perché la politica non continui, buttandosi in piazza con proclami e slogan di un giorno, a fare su clima e sviluppo sostenibile quello che ha fatto negli ultimi decenni: «Troppo poco». E così stanno andando le cose: l’onda verde che invade le strade, con le guance dipinte, non ha bandiere o simboli politici.

«Siamo un milione» sostengono gli organizzatori, e anche se per un bilancio ufficiale bisognerà aspettare, l’adesione allo “sciopero globale” è stata altissima nel Belpaese. «Una mobilitazione del genere lancia un segnale inequivocabile: siamo una generazione che chiede a gran voce di essere educata all’unico cambiamento possibile, un modello di sviluppo diverso» dice Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli studenti Medi. «La lotta al cambiamento climatico non è un tema secondario, e oggi gli studenti lo hanno dimostrato. Cosa risponde il governo? Vogliamo impegni chiari, e li vogliamo subito!» insiste Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari. «Una segnale forte anche rispetto al Ministro Bussetti, che ieri invitava i ragazzi ad andare a scuola: gli studenti hanno risposto che non esiste un pianeta B!» concludono i due studenti.

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