Sono 1.011 i morti che “Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, la rete creata da don Luigi Ciotti, ha censito attribuendoli alle mafie. E proprio da quei mille morti che parte la 24^ Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafieche si tiene oggi. Dal 2017 questa ricorrenza è sancita da una legge il cui fine è quello di “sensibilizzazione sul valore storico, istituzionale e sociale della lotta alle mafie e sulla memoria delle vittime delle mafie”.

La Polizia di Stato ha pagato un tributo altissimo nella lotta alle mafie: tutti ricordiamo i ragazzi che erano di scorta ai giudici Falcone e Borsellino ma andando indietro nel tempo tornano alla mente  investigatori di razza come Boris GiulianoBeppe Montana e Ninni Cassarà, quest’ultimi due uccisi a Palermo nel 1985 a distanza di nove giorni l’uno dall’altro. Insieme a Cassarà fu ucciso anche Roberto Antiochia un giovane agente romano che, sebbene trasferito nella sua città natale aveva deciso di restare con il suo dirigente Cassarà in quei giorni bui. Proprio la mamma di Roberto, Saveria,  è stata la fondatrice di Libera nel 1995 insieme al sacerdote piemontese, andando a parlare nelle scuole, ai convegni antimafia, nelle cerimonie di commemorazione sino alla fine, quando è morta nel 2001 a 79 anni. Più di 4 mila luoghi ed eventi nei quali verranno portate le riflessioni della società civile, dei testimoni e degli uomini dello Stato che quotidianamente, con il loro impegno, combattono le mafie.

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Mediaone

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