Coronavirus: al via piano aiuti alimentari a Palermo

Coronavirus: al via piano aiuti alimentari a Palermo

Un piano per distribuire, anche in forma elettronica o tramite app sui cellulari e non solo in forma cartacea, buoni pasto per importi che varieranno in base al numero dei componenti delle famiglie e in base al possesso di un reddito o altre fonti di sostentamento. Somme che potrebbero variare fra 60 e 110 euro a settimana per famiglia, per almeno tre settimane, utilizzando esclusivamente i fondi già erogati dallo Stato (5,1 milioni che già oggi sono entrati nelle casse di Palazzo delle Aquile) e in attesa che la Regione trasferisca gli annunciati 13 milioni. Questo il risultato della riunione che si è svolta ieri sera a Palermo tra il Sindaco Leoluca Orlando, l’assessore Giuseppe Mattina, il Ragioniere Generale, il Capo di Gabinetto e l’ufficio del Webmaster per definire i dettagli della procedura e degli strumenti da utilizzare e per fare una stima dei fondi che potranno essere erogati. Il bacino potenziale di beneficiari è stato stimato in circa 12.000 famiglie, pari a poco più di 40.000 cittadini residenti.
In poche ore infatti l’ufficio del Webmaster del Comune ha analizzato le oltre 15.000 domande pervenute, eliminando doppioni e non residenti. Adesso tutti riceveranno via email o tramite comunicazione telefonica, l’invito a fornire ulteriori informazioni e dettagli. Il provvedimento della protezione civile nazionale prevede infatti che sia data priorità alle famiglie del tutto prive di una fonte di sostentamento e quindi il Comune ha bisogno di acquisire da ciascuno una autodichiarazione, anche telematica, sul reddito e altri contributi. Si dovrà inoltre valutare la posizione delle circa 1.500 famiglie che hanno fatto la domanda e risultano contemporaneamente beneficiarie del Reddito di cittadinanza. Non saranno escluse a priori, ma si dovrà valutare caso per caso lo stato di reale necessità. “E’ un piano di emergenza – spiega il sindaco – che servirà ad affrontare per almeno tre settimane il bisogno alimentare di tante famiglie. Non escludiamo, se dovessero arrivare altre risorse o se ai successivi controlli dovessero saltare alcune famiglie, che questo piano possa durare più a lungo”.(ANSA).

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