Coronavirus, il Viminale alza la guardia: in strada 200mila uomini contro chi infrange i divieti

Stretta sui controlli, troppe persone ancora in giro: ieri sono scattate oltre novemila denunce. Il capo della Polizia, Gabrielli: «La contravvenzione non basta, servono misure più drastiche»

La realtà del contagio va di male in peggio. Il governo lo aveva capito già al mattino quando s’è visto il bollettino dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine. Ebbene, nella sola giornata di giovedì erano state controllate 200.842 persone, 9.407 quelle denunciate. Si tratta del più alto numero di denunciati in un giorno dall’inizio dei controlli. Ora, poi, si va incontro a un week-end di bel tempo che potrebbe spingere ancora più persone a infrangere i divieti. Si spiega così il pressing esercitato sul governo per tutto il giorno da sindaci e Governatori.

A Roma, per dire, Virginia Raggi ha annunciato per sabato e domenica una giornata di controlli alle auto in circolazione. Saranno posti di blocco di quelli duri, con i birilli in mezzo alla strada, le auto costrette a incolonnarsi, e non si passerà finchè non si saranno mostrati i documenti. La polizia locale promette che già lunedì saranno fatte le verifiche su tutti e scatteranno le denunce alla magistratura per i “furbetti”. A Roma ha fatto scalpore il caso dei parchi della Caffarella e dell’Appia Antica, dove la sindaca è andata per due volte a dissuadere la gente dall’intrattenersi in gruppo e i vigili urbani girano con un megafono. «Non uscite dalle vostre case – ripetono – se non per validi motivi».

Un inasprimento dei controlli avverrà un po’ dappertutto in Italia, su indicazione del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Il Viminale intende mostrare i muscoli dello Stato per far capire che non si scherza. Schierati in massa polizia, carabinieri e guardia di finanza: in tutto, quasi duecentomila uomini e donne in divisa. Saranno in strada anche i militari di Strade sicure.

Per il Capo della polizia, però, il prefetto Franco Gabrielli, non servirà a nulla finché le sanzioni sono queste di oggi, una banale multa e la quasi sicurezza della prescrizione. «L’articolo 650 del codice penale – dice – è assolutamente insufficiente».

L’espansione del Covid-19 fa davvero paura. «Io sono per chiudere tutto – afferma Vincenzo De Luca, presidente della Campania – e militarizzare l’Italia. La penso diversamente dal governo nazionale».

Le cronache riportano quel che racconta anche il mattinale che finisce sul tavolo del ministro dell’Interno. Tolta la Lombardia, dove ormai prevale il terrore, altrove si moltiplicano le furbizie, gli inganni, la sottovalutazione. Qualcuno non sa fare a meno delle tradizioni. Tra i comportamenti assurdi tenuti in questi giorni, De Luca sottolineava: «C’è stata la festa del papà e abbiamo avuto a Napoli dei buontemponi che vendevano per strada le zeppole di San Giuseppe condite con “crema al coronavirus”. Una bestialità totale». Qualcosa del genere è successo anche a Taranto, dove il sindaco, Rinaldo Melucci, ha denunciato la follia di alcuni suoi concittadini che non hanno rinunciato ai fuochi di San Giuseppe, una tradizione locale. «Delinquenti festanti attorno ai falò della stupidità», li ha definiti. A Taranto, su 20mila persone controllate dalle tre forze di polizia, i denunciati sono stati 650. La prefettura annota un «incremento». In provincia di Salerno, a Nocera Inferiore, la polizia ha fatto chiudere due pasticcerie che avevano aperto contro ogni divieto proprio per la preparazione delle zeppole.

Sembra quasi che un pezzo d’Italia si sia stufato della quarantena. A San Gennaro Vesuviano, i carabinieri hanno sorpreso la celebrazione di un battesimo nonostante i divieti: denunciato il parroco, i genitori del bebé, il padrino e un fotografo. A Viareggio molti denunciati, lontani dalla loro abitazione: si sono giustificati dicendo di cercare prodotti che non c’erano nel supermercato vicino a casa. (lastampa)

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