Coronavirus, salgono a 35mila i rientrati in Sicilia con il grande esodo

In Sicilia tamponi alle persone rientrate nell’isola, e che si sono registrate nella piattaforma della Regione e anche ai familiari. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, nella sua relazione al Parlamento siciliano. La Regione sta predisponendo nuove linee guide per l’isolamento domiciliare di queste persone. Nella piattaforma le registrazioni sono 35 mila.

“Si tratta di una possibilità valutata dalla struttura sanitaria allestita a livello regionale per potere isolare una platea possibilmente ampia di soggetti asintomatici – ha precisato Razza – ma non avrebbe senso effettuare questa procedura nell’immediatezza visto che il periodo di incubazione va da sette a 14 giorni”. Secondo l’assessore alla Salute, inoltre, “a questa azione di contrasto si potrà accompagnare, nelle prossime giornate, anche la richiesta da rivolgere a queste persone di aderire a un protocollo sanitario che riguardi i propri familiari”.

Intanto si registrano momenti di apprensione alle Isole Eolie. Il traghetto “Lippi” della Siremar partito da Salina è stato bloccato nel porto di Milazzo a causa di un autotrasportatore di ortofrutta con febbre alta. Immediatamente è scattato l’allarme per verificare se il passeggero fosse stato contagiato dal coronavirus. E’ stato trasferito all’ospedale di Barcellona per accertamenti. All’equipaggio della nave è stato proibito di scendere e tutti i componenti vengono monitorati continuamente dai sanitari milazzesi. Ora si attende l’esito del tampone dell’autista del camion. La nave ha sospeso i collegamenti con le Eolie ed è anche saltata la sanificazione nelle isole di Alicudi e Filicudi che era stata programmata dalla giunta comunale.

Intanto continua a tenere banco la polemica innescata ieri dal Governatore Nello Musumeci che ieri ha chiesto verifiche più stringenti agli imbarcaderi dello Stretto di Messina a Villa San Giovanni. “Quello che avviene in queste ore al porto di Villa San Giovanni è grave – ha detto Musumeci – . Soltanto una pattuglia della polizia per i controlli ai pullman e alle automobili in attesa di imbarcarsi sui traghetti per la Sicilia, malgrado il provvedimento di divieto emanato ieri dal ministro dei Trasporti, su mia richiesta”.

Musumeci ha denunciato controlli troppo leggeri sui passeggeri, “Non ci si e’ resi conto della gravita’ della situazione. Allo Stretto sono rimaste solo le poche guardie del Corpo forestale regionale ad eseguire i controlli, di fronte a migliaia di mezzi in arrivo con persone di cui non conosciamo lo stato di salute. Al ministro dell’Interno, di cui ho apprezzato la disponibilità’ in questi giorni per altri problemi, faccio appello affinche’ disponga allo Stretto di Messina quanti piu’ uomini in divisa per creare una cintura che lasci entrare sull’Isola solo chi ne ha diritto” (blogsicilia)

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