Elezioni politiche: la nuova legge elettorale potrebbe servire a poco. Tra guerre (Golfo e Ucraina) e carburanti alle stelle Vannacci potrebbe fare il pieno (di voti)

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di Giulio Ambrosetti

Delle parti del centrosinistra riescono pure a criticare l’eliminazione del bollo per auto di media e piccola cilindrata e per le moto. Per carità: non è che sia la soluzione dei problemi ma considerato che interessa circa il 70% delle auto in circolazione e quasi tutte le moto gli esponenti delle opposizioni farebbero bene a riflettere. Ricordiamo che il Partito Democratico e, in generale, un po’ tutte le forze politiche di centrosinistra sono state accusate di non difendere più i diritti sociali e di difendere i diritti civili di persone spesso benestanti, se non ricche. Attaccando un provvedimento che farà risparmiare, in media, 240 euro nel 2027, beh, le accuse che il centrosinistra difende benestanti e ricchi, alla fine, potrebbe anche essere prese sul serio… Non sappiamo se il provvedimento diventerà strutturale, come ha detto il capo del Governo, Giorgia Meloni: se sarà così il centrosinistra italiano farà la fine del Partito Democratico americano, che ha smesso di rappresentare i ceti medi per fare gli interessi dei benestanti, dei ricchi e, soprattutto, delle multinazionali, meglio se farmaceutiche, ancora meglio se producono i ‘mirabolanti’ vaccini!

Ironia a parte, la campagna elettorale italiana è ormai entrata nel vivo. Con molta probabilità, si voterà il prossimo anno a Giugno, quando tutte le agevolazioni economiche e fiscali messe in campo dal Governo del centrodestra saranno pienamente operative. Basterà questo allo schieramento guidato dalla Meloni per vincere le elezioni politiche del 2027? In realtà, lo scenario è molto fluido e l’informazione, soprattutto quella televisiva, non rispecchia la realtà. Ad esempio, nascondere o denigrare continuamente il leader di Futuro Nazionale, Generale Roberto Vannacci, serve a poco. L’Italia non è un Paese dove ci sono giornali cartacei che vendono milioni di copie (in Germania Bild vende 5 milioni di copie al giorno!). E la rete, ormai, oltre ad essere libera, è potentissima. Piaccia o no, Vannacci sulla rete è molto presente e molto seguito.

In ogni caso, un dato è sotto gli occhi di tutti e non può essere nascosto o contestato: con la riforma elettorale voluta dal centrodestra, che prevede l’indicazione del capo del Governo, per le opposizioni di centrosinistra sono dolori. Né sembra credibile la tesi che è sufficiente scegliere un candidato premier diverso dal segretario del PD, Elly Schlein, e dal coordinatore nazionale del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Per quest’ultimo la candidatura a premier è una questione di sopravvivenza politica. Nelle recenti elezioni in sei Regioni i grillini hanno raggiunto il 9% solo in Campania, dove il Movimento esprimeva il candidato presidente Roberto Fico, peraltro eletto. Nelle altre cinque Regioni i grillini non sono andati oltre il 4-5% (in qualche caso sono quasi scomparsi). Tra l’altro – cosa non secondaria – alle eventuali elezioni primarie Conte viene dato come favorito: un motivo in più, per il Movimento 5 Stelle, per chiedere direttamente l’investitura di Conte a candidato alla guida del Governo o, in alternativa, le primarie. L’Italia, però, non è l’America, dove gli strascichi negativi post-primarie all’interno dei due partiti – Democratici e Repubblicani – bene o male sono contenuti. L’Italia è il Paese dei guelfi e ghibellini e gli strascichi negativi rimangono presenti tra i dirigenti dei partiti e, soprattutto, tra gli elettori. Questo è il motivo per il quale stanno cercando di convincere la Schlein e Conte a farsi da parte per dare spazio a un terzo candidato. Ci riusciranno?

Non c’è solo questo problema. Ce n’è un altro, volutamente ignorato, se non esorcizzato, sia dal centrosinistra, sia dal centrodestra. In Italia, alle elezioni, si recano alle urne, in media, 4 elettori aventi diritto su 10. Il numero degli elettori è sceso paurosamente anche nelle elezioni amministrative, dove i fatti locali riuscivano bene o male a portare al voto tanti cittadini. Oggi non è più così. Gli aventi diritto al voto disertano in massa anche le elezioni locali. In Puglia, addirittura, alle ultime elezioni regionali, il numero degli elettori che si sono recati alle urne non ha raggiunto il 30%! Questo è un punto importante. Chi ha esaminato attentamente i risultati elettorali in Germania – con riferimento alla Sassonia Anhalt – sa che i sovranisti di AfD hanno preso un sacco di voti soprattutto perché sono riusciti a far tornare alle urne una parte degli elettori che non andavano più a votare. Succederà la stessa cosa in Italia con il Generale Vannacci?
Se sarà così, ebbene, sarà un bel problema per centrodestra e centrosinistra. Va da sé che chi, alle elezioni politiche del prossimo anno, tornerà a votare non lo farà certo per sostenere la vecchia politica: al 90% lo farà per votare Vannacci. I precedenti sono molto indicativi: basta ricordarli. Nel 2012 i grillini venivano dati in crescita ma nessuno si aspettava che alle elezioni regionali siciliane avrebbero raggiunto quasi il 15%! Così come nessuno si aspettava che l’anno successivo, alle elezioni politiche nazionali del 2013, il Movimento 5 Stelle avrebbe raggiunto il 24%! Cosa stiamo cercando di dire? Che ormai in Italia, specie quando c’è una novità anti-sistema, il voto diventa ‘liquido’. Non mancano certo gli elettori che votano ancora ‘per’: ma ci sono anche tanti elettori che votano ‘contro’. Se, come già ricordato, la disaffezione al voto è ormai ai massimi livelli un motivo ci sarà.

Il motivo è semplice da individuare: la maggioranza degli italiani non crede nella politica e nei politici. Si risveglia un po’ solo quando arriva qualcuno che promette di rimettere in gioco tutto. Gli italiani ci hanno provato con i grillini nel 2018, ma sono stati presi in giro. Ci riproveranno il prossimo anno con Futuro Nazionale di Vannacci? I presupposti ci sono tutti. E sono addirittura migliori, se è vero che già nella campagna elettorale del 2018 il Movimento 5 Stelle era già in parte cambiato. Non c’era più anti-europeismo spinto ed era la sita la richiesta di referendum per uscire dall’euro. E infatti, appena arrivato a Palazzo Chigi, sede del Governo, i grillini si sono rimangiati tutto, lasciando in piedi le cose peggiori: il fallimentare Reddito di cittadinanza diventato un Reddito per non fare nulla e, soprattutto, il disastro del Superbonus 110% costato alla collettività quasi 200 miliardi di euro: quasi 10 volte la legge di stabilità di quest’anno! Al contrario dei grillini, Vannacci mantiene ferma la barra contro l’Unione europea: e questo attira i voti di tantissimi italiani stanchi dell’austerità, Green Deal e, soprattutto, stanchi della guerra in Ucraina. Se consideriamo che centrodestra e centrosinistra (con l’eccezione dei grillini che tengono comunque i toni bassi) sono favorevoli alla guerra in Ucraina contro la stragrande maggioranza degli italiani, beh, Vannacci potrebbe prendere una barca di voti.

In più c’è la questione carburanti. Il costo di benzina e gasolio aumenta per tre motivi: guerra nel Golfo, raffinerie russe bombardate da Ucraina e NATO e speculazione. In questo momento non si intravede una soluzione nella guerra del Golfo, non si intravede una soluzione nella guerra in Ucraina per la gioia degli speculatori. Siccome la situazione è destinata a peggiorare non è da escludere che, tra la fine di quest’anno e l’inizio del nuovo anno il prezzo del petrolio schizzi oltre i 150 euro al barile e forse anche di più. E’ inutile girarci attorno: fra tre quattro mesi il prezzo di gasolio e benzina potrebbe schizzare a 2,6 euro-2,8 euro/litro. Non è esagerazione: sono i ‘numeri’ della crisi. Già in Francia si prepara la rivolta degli autotrasportatori. In Italia il Governo Meloni ha già previsto aiuti in questo settore. Ma se il prezzo del gasolio continuerà ad aumentare il caos in Italia sarà inevitabile. Considerato che né gli americani, né i russi amano molto l’Unione europea, ci dobbiamo aspettare il peggio. E il peggio, votando con gasolio e benzina tra 2,6 euro-2,8 euro/litro non aiuterà né il centrodestra, né il centrosinistra. Non è da escludere che anche Fabrizio Corona con il nuovo partito che ha fondato in questi giorni -Per la Verità – acciuffi un bel po’ di voti.

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