Il “fermo preventivo” del Decreto sicurezza è stato utilizzato a piene mani durante il fascismo ma in tanti l’hanno dimenticato
Lo hanno definito “Decreto sicurezza”. In realtà, è l’ennesima dimostrazione dell’esatto contrario di questa parola: un’insicurezza che sconfina nella paranoia. Come commentare diversamente il “fermo preventivo”, peraltro molto gettonato durante gli anni del fascismo, in questi giorni oggetto di dibattito tra le forze politiche? E’ veramente singolare che, in un’Italia nella quale si parla spesso di antifascismo in assenza di fascismo, stia quasi passando inosservato il legame tra il citato “fermo preventivo” voluto dal Governo di Giorgia Meloni e dall’attuale maggioranza di centrodestra nel Parlamento con la prevenzione contro i facinorosi messa in atto a piene mani nell’Italia di Benito Mussolini. Chi ha avuto vent’anni nei primi anni ‘80 del secolo passato, e magari un padre o un nonno che hanno vissuto durante il ‘glorioso ventennio’, avrà sicuramente sentito i racconti sui metodi utilizzati dagli esponenti delle varietà autorità dell’epoca. Quando si profilava una manifestazione di una certa importanza, per evitare rogne, le forze dell’ordine mettevano sotto controllo le ‘teste calde’. Se erano professionisti si provvedeva a controllarne i movimenti; se erano scavezzacollo o giovani un po’ sopra il rigo li acchiappavano e li sistemavano al fresco. Era un’opera per prevenire quelle che in Sicilia chiamiamo ‘camurrie’. Di fatto, è ciò che vogliono fare oggi con il ‘fermo preventivo’ il Governo Meloni e compagnia bella. Con la differenza che negli anni del fascismo il benestare lo davano le ‘autorità’ del regime, mentre oggi, da quello che si capisce, questo benedetto provvedimento deve essere autorizzato da un magistrato. C’è sicuramente qualche garanzia in più ma il principio rimane lo stesso: ti privano della libertà per 12 ore, o per 24 ore, a seconda delle esigenze, non perché hai commesso un reato, ma per impedirti di commettere un reato o, forse, per bloccare sul nascere il dissenso. Dando per scontato che tu, se lasciato libero, commetterai un reato. O, magari, farai qualcosa che a chi comanda non piace. Come si può notare, siamo ben oltre il Ministero della Verità di orwelliana memoria.
Questa oggi è la normalità italiana. Anche da parte delle opposizioni al Governo Meloni non c’è alcun accenno a una questione sociale che va diventando sempre più esplosiva. Per il centrosinistra le proteste di piazza di oggi sono una mera questione di polizia. La tesi degli esponenti di questa parte politica è che bisogna aumentare il numero di agenti delle forze dell’ordine, perché, dicono, ci sarebbe carenza di personale. E’ vero? Rispetto agli organici previsti sì. Ma si tratta di piante organiche molto gonfiate. Infatti, se si fa un raffronto tra gli uomini delle forze dell’ordine presenti in Italia e gli uomini delle forze dell’ordine impegnati in altri Paesi europei, ebbene, ci si accorge che in Italia, in proporzione alla popolazione da tutelare, ce ne sono già oggi molti di più.
Insomma, il numero degli uomini e delle donne che operano nelle forze dell’ordine non c’entra proprio nulla con il dilagare della violenza. In Italia, ribadiamo, c’è una questione sociale esplosiva che centrodestra e centrosinistra debbono negare. Ed è anche logico. Dal 1992 ad oggi l’Italia ha perso la sovranità economica, ha perso la sovranità monetaria e, in parte, ha perso anche la sovranità politica. La perdita della sovranità politica è rimasta nascosta fino alla Primavera del 2018 quando l’allora neonato Governo giallo-rosso di Movimento 5 Stelle e Lega provò a nominare come Ministro dell’Economia il noto economista Paolo Savona. Le ‘alte’ autorità italiche bloccarono la sua nomina. Motivazione: Savona non era un ligio seguace dell’Unione europea a ‘trazione’ franco-tedesca. La dimostrazione matematica che alla guida del Ministero dell’Economia dell’Italia può andare solo chi è ‘gradito’ all’Unione europea. Questa in lingua italiana si chiama perdita della sovranità politica ma non si deve dire! E questo, per inciso, va bene al centrodestra e al centrosinistra.
Parlano i fatti: quando l’Italia era governata dal centrosinistra l’agenda politica italiana la dettava l’Unione europea. I dirigenti del centrodestra, con riferimento soprattutto a Fratelli d’Italia e alla Lega, alle elezioni politiche del 2022, si erano impegnati a contestare i dettami dell’Unione europea. Ma quando Giorgia Meloni ha messo piede a Palazzo Chigi gli impegni con gli elettori, sul fronte ‘europeista’, sono stati cestinati. E la Meloni ha fatto esattamente quello che hanno fatto i grillini quando sono andati al Governo: si è piegata ai dettami della Commissione europea. Ovviamente, sottomettere l’Italia all’Unione europea ha un costo sociale elevatissimo. Basta fare un raffronto semplicissimo tra la manovra economica e finanziaria 2026 dell’Italia e la manovra economica di Germania e Francia. Illustriamo e commentiamo per grandi linee questo raffronto.
L’Italia ha approvato una manovra 2026 ridicola: appena 21 miliardi di euro, peraltro con soldi in parte non spesi nel 2025, in parte scippati alle banche e in parte con anticipi di imposte da parte di altri soggetti. Il tutto in un’Italia dove si contano quasi 6 milioni di persone che vivono in povertà assoluta, ai quali si aggiungono quasi 5 milioni di persone con pensioni inferiori a 1000 euro che non arrivano alla fine del mese. A complicare lo scenario c’è l’inflazione: gl’italiani, per vivere, spendono sempre di più per acquistare meno beni e meno servizi. Il Governo Meloni dice di aver aumentato l’occupazione: in realtà, si tratta di ultrasessantenni che non sono andati in pensione e che vengono contrabbandati come “aumento dell’occupazione”. Per ridurre i costi alle imprese i Governi consentono una riduzione della sicurezza nei posti di lavoro: e infatti in Italia le morti sul lavoro sono tantissime. L’economia italiana è in grande affanno, anche perché il costo dell’energia è il più alto in Europa. Servirebbero risorse per sostenere l’economia, ma non ci sono. E non ci sono nemmeno per le emergenze. Dopo il passaggio del ciclone Harry i danni in Sicilia, in Calabria e in Sardegna sono ingenti. Ma il Governo Meloni, sulla carta, ha trovato solo 100 milioni di euro. Questo mentre buona parte delle coste orientali della nostra Isola è letteralmente devastata. Le Olimpiadi invernali, che sono oggi contestate da tanti manifestanti, dovevano costare un miliardo e mezzo di euro e invece sono costate 5 miliardi di euro. Tante aree verdi sono state praticamente distrutte. Questo mentre nello stesso Nord Italia dove si celebrano le gare cresce la povertà. I ‘giornaloni’ del Nord Italia non riescono a spiegarsi perché tanta gente contesta le Olimpiadi che portano “economia e benessere”. Il problema è che il binomio “economia e benessere” riguarda solo una minima parte della stessa popolazione del Nord Italia. Chi se la passava male continua a passarsela male. Come scriveva il poeta siciliano del ‘500, Antonino Veneziano, “lu saziu non cridi a lu diunu…”. Tanta gente in Italia è in grandissima difficoltà economica. Magari dietro le proteste di piazza c’è chi ci marcia. Ma la povertà e la sofferenza sono sotto gli occhi di tutti.
La Germania – e qui arriva il confronto – ha approvato una manovra di oltre 520 miliardi di euro. La situazione economica in questo Paese è altrettanto problematica. C’è la crisi industriale, soprattutto dell’industria automobilistica; c’è crisi nelle attività commerciali e, in generale, in tutti i comparti. Per la prima volta, dopo un lunghissimo periodo di benessere, la Germania è in sofferenza. Ma con oltre 520 miliardi di euro i tedeschi stanno sostenendo bene la propria economia. La Francia ha una situazione economica pesantissima. Ma ha pronto un bilancio 2026 che dovrebbe oscillare fra 60 e 80 miliardi tutti a debito. La Francia ha un debito pubblico di oltre 3 mila e 400 miliardi di euro, ovvero 400 miliardi di euro in più rispetto i 3 mila miliardi di debito pubblico dell’Italia. Ma mentre il Governo Meloni ha scelto di non indebitarsi per aiutare i propri cittadini, la Francia continua a indebitarsi, sostenuta dalla Banca Centrale Europea (BCE), retta dalla francese Christine Lagarde. In Francia, ancora oggi, si va in pensione a 62 anni. In Italia a quasi 68 anni. Questi sono i fatti.
Il filosofo, politico e giurista Alexis Henri Charles de Clérel de Tocqueville, profondo conoscitore dell’animo umano, dice, a proposito delle persone, che “chi cerca nella libertà qualcosa che non sia la libertà medesima è nato per servire”. Ebbene, se osserviamo attentamente quanto sta avvenendo, ci accorgiamo che i ‘servitori’ dell’Unione europea non mancano certo. Dal 1992 l’Europa ‘unita’ ha abbracciato l’ultra-liberismo e la globalizzazione economica. Un sistema che, per definizione, aumenta le diseguaglianze: chi ha di più ha sempre di più e chi ha meno ha sempre di meno. Questo sistema economico ha favorito la Germania fino a quando per questo Paese è stato possibile esportare beni senza limiti nel mercato degli Stati Uniti d’America. Ai tedeschi il sistema euro che loro hanno creato è andato benissimo, anche se ha indebitato e impoverito i Paesi dell’Europa mediterranea. Negli ultimi dieci anni i beni che la Germania non riusciva più a vendere in un’Europa impoverita li piazzava in America. Con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca la musica è cambiata. L’America deve ridurre il proprio debito e deve rilanciare la propria economia: così sono arrivati i dazi doganali. L’economia dell’Unione europea affonda lentamente, anche a causa dei costi esorbitanti della guerra in Ucraina. Solo che l’economia italiana sta affondando con una velocità superiore rispetto al resto d’Europa. Anche perché, con il sistema euro, il debito pubblico cresce comunque, perché l’euro è, per l’appunto, un sistema monetario ‘a credito’. Sapete come non soltanto il Governo Meloni ma tutto l’attuale sistema politico italiano pensa di trovare i soldi per andare avanti? Prendendoli dal risparmio privato dei cittadini italiani! Stanno per arrivare le nuove emissioni di titoli di Stato, addirittura a sei anni. Sì, tra sei anni gli italiani ‘lungimiranti’ che utilizzeranno i propri risparmi per sottoscrivere questi titoli diventeranno ricchi… Invece di immettere denaro fresco nel flusso circolare del reddito la politica italiana va a prendere i soldi dai risparmiatori! Che grandi ‘statisti’…
