8 Settembre 2026

Il misterioso viaggio del direttore della CIA, John Ratcliffe a Mosca. Verso la fine della guerra in Ucraina? Che farà la Cina? Continuerà a proteggere l’Iran?

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di Giulio Ambrosetti

Le notizie si susseguono a ritmo continuo: Donald Trump di qua, Vladimir Putin di là, Regno Unito, Unione europea, Israele, Ucraina e bla bla bla. E c’è il dubbio che certe notizie vecchie di due mesi vengano riciclate. E’ il caso della ‘news’ di Bloomberg sulla Russia che preparerebbe un’escalation. La multinazionale che opera nel settore dei mass media con sede a New York e filiali in tutto il mondo racconta che i russi, addirittura!, potrebbero ricorrere all’uso di armi nucleari tattiche in Ucraina. Non si capisce il perché, dal momento che Mosca possiede missili non nucleari che nessun intercettore è in grado di bloccare. Non è una notizia nuova, se è vero che risale ai primi giorni della terza decade di Giugno, ovvero due mesi addietro. Si tratta di un post pubblicato da un canale Telegram molto informato sulla Russia:
“Deterrenza nucleare. E qui la faccenda si fa seria davvero. Putin annuncia test riusciti di due sistemi che hanno un nome che suona già come un incubo: Burevestnik, il missile da crociera a raggio illimitato (foto sopra tratta da Wikipedia), e Poseidon, il veicolo subacqueo senza pilota. Entrambi alimentati da reattori nucleari. Sentite bene: illimitato. Significa che possono girare per giorni, settimane, aggirare qualsiasi sistema di difesa missilistica, colpire da angolazioni impossibili. La NATO ha speso miliardi per costruire scudi antimissile in Polonia, Romania, Alaska. Putin gli sta dicendo: inutili. I vostri sistemi sono progettati per intercettare traiettorie balistiche prevedibili; questi arrivano da sotto, da sopra, da dove non ve lo aspettate, e garantiscono a Mosca la parità strategica per i primi decenni”. E ancora: “Non è una minaccia vuota – leggiamo sempre nel post – è ingegneria operativa. E mentre l’Occidente continua a vendere la storia della Russia isolata e in ginocchio per le sanzioni, Putin sta dispiegando sistemi d’arma che gli Stati Uniti non hanno. Pensateci: chi è davvero isolato qui? Un Paese che testa armi nucleari a propulsione infinita, o uno che deve convincere gli alleati europei a comprare gas americano a prezzi triplicati per punire Mosca?”.

Altro argomento: Oreshnik. “Il sistema missilistico ipersonico a medio raggio entra in servizio di combattimento entro fine anno – leggiamo sempre nel post -. E non è teoria, è già stato usato. Novembre scorso, prima volta in combattimento: un missile che viaggia a Mach 10, che cambia traiettoria in volo, che nessun sistema di difesa aerea occidentale può fermare. Per la NATO, questo significa che ogni base, ogni centro di comando, ogni hub logistico in Europa Orientale è esposto. Non potete abbatterlo, non potete prevederlo; potete solo sperare che non sia diretto verso di voi. Immaginate la scena nei quartieri generali NATO: generali che guardano mappe e capiscono che le loro basi in Polonia, i depositi in Romania, i centri logistici in Germania sono tutti bersagli scoperti, e che l’unico modo per proteggerli sarebbe ritirare tutto indietro di 1.000 chilometri. Ma come fai a spiegarlo agli alleati dell’Est Europa, che ti hanno aperto le porte proprio per sentirsi sicuri? Come gli dici che la tecnologia russa ha reso obsoleto il tuo ombrello difensivo? La NATO dipende dai satelliti per tutto: comunicazioni criptate, GPS militare, ricognizione in tempo reale…”.

Ora, per carità, tutto è possibile: anche che la Russia decida di utilizzare in Ucraina “armi nucleari tattiche”. Però una domanda ci sta: perché i russi dovrebbero ricorrere alle armi nucleari se due mesi fa hanno avvertito il mondo di avere a disposizione missili che militari ucraini, NATO e via continuando non sono nemmeno in grado di avvistare con il cannocchiale? Seconda domanda: è possibile che la visita a Mosca del direttore della CIA, John Ratcliffe, sia legata al fatto che Putin non riesce più a tenere a freno i ‘falchi’ che vorrebbero usare questi missili, forse non soltanto contro l’Ucraina? E’ noto Unione europea e Regno Unito foraggiano a piene mani il regime ucraino. Forse quando qua e là si legge che Ratcliffe si è catapultato a Mosca per evitare che i russi bombardino i Paesi NATO, beh, queste voci potrebbero anche non essere notizie destituite di fondamento… Chissà.
Ci sarebbe un’altra questione. Piaccia o no, l’Iran, con la strategia americana che punta a isolare economicamente questo Paese, non è messo benissimo. Non si tratta dei soliti dazi doganali. Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti d’America, Scott Bessent, per la prima volta nella storia delle guerre sta utilizzando, contemporaneamente, sanzioni economiche, sanzioni commerciali, sanzioni finanziarie e sanzioni bancarie per i Paesi che aiutano l’Iran. Chi proverà a intrattenere rapporti economici, commerciali e finanziari con l’Iran, grazie al monitoraggio bancario, verrà messo fuori dall’area del dollaro americano. Per la Cina sarebbe un disastro, se è vero che le esportazioni cinesi nel mercato degli Stati Uniti d’America, nel Giugno di quest’anno, hanno raggiunto il valore record di 412,39 miliardi di dollari, con una crescita del 27% rispetto allo stesso mese di Giugno del 2025.
Detto in parole semplici, se la Cina venisse messa fuori dall’area del dollaro statunitense andrebbe in tilt. L’economia del Dragone collasserebbe nel giro di un mese. I cinesi hanno replicato che quello che stanno facendo gli americani è illegale! Che detto da un Paese che, da quando è entrato nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC o WTO), anno di grazia 2001, ha violato ripetutamente le leggi commerciali della stessa WTO, sostenendo con fondi statali le proprie produzioni, in barba al liberismo economico, fa un po’ sorridere! La Cina ha annunciato “sanzioni severe” ma fino ad ora non ha fatto nulla. Sempre per la cronaca, ci sono almeno cinquanta Paesi del mondo che non possono fare a meno di esportare i propri beni in America. E allora? E allora, tornando alla Cina, nel calderone delle interpretazioni del viaggio del direttore della CIA a Mosca va messa anche l’ipotesi che alla Russia di Putin sia stata fatta un’offerta-lampo: chiudere la guerra in Ucraina con la conquista del Donbas, senza bisogno di ricorrere ai missili terrificanti. A ‘convincere’ Volodymyr Zelenskyj penserebbe il presidente Trump. Certo, i ‘volenterosi’ dell’Europa si potrebbero opporre. Ma se americani e NATO tolgono all’Ucraina armi e copertura di Intelligence, beh, Zelenskyj, Unione europea e Regno Unito sarebbero costretti a fare buon viso a cattivo gioco.

Non sappiamo come finirà. Anche perché Putin dovrebbe provare a convincere l’alleato Xi Jinping che andare a una guerra economica, commerciale, finanziaria e bancaria contro gli Stati Uniti d’America sarebbe una follia, soprattutto per l’economia cinese. Bisognerà capire che soluzione prospettare per la Cina che non ne vuole sapere di perdere la propria presenza nel Golfo. Non è una partita semplice. Anche se è ormai sotto gli occhi di tutti che America e Israele hanno disarticolato il sistema di alleanza creato dall’Iran nel corso dei decenni. Hamas, alleato storico dell’ex Persia, a Gaza è sotto tiro con gli israeliani che continuano a bombardare. Item per l’altro alleato storico dell’Iran, Hezbollah. In Siria il regime di Teheran è fuori gioco. In Iraq gli sciiti di questo Paese sono in grande difficoltà. I guerrieri Houthi nello Yemen al massimo attaccano qualche postazione in Arabia Saudita. A fare la guardia all’Iran sono rimasti Cina e Russia. A che prezzo? Intanto gli Stati Uniti si sono rifiutati di firmare una dichiarazione anti-russa all’ONU. Il documento è stato sostenuto solo da 50 dei 193 Paesi dell’ONU. Tra i firmatari della dichiarazione ci sono la maggior parte dei Paesi UE.

Hanno firmato pure i rappresentanti di Ungheria e Slovacchia; sì anche da Regno Unito, Canada e Giappone. Di fatto, contro la Russia sono poco più di un quarto dei Paesi ONU. Piaccia o no, è una vittoria che gli Stati Uniti di Trump hanno offerto a Putin. La parola passa alla Cina, che dovrà decidere cosa fare da grande… (foto italpress: direttore della CIA, John Ratcliffe)

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