“IL TEATRO MASSIMO un gioiello architettonico nel cuore di palermo”

autore: Angela GanciPsicoterapeuta, giornalista e docente

Il Teatro Massimo di Palermo: poche opere architettoniche al mondo sembrano meritare maggiore plauso della celebre costruzione progettata dall’architetto Giovan Battista Basile, che oggi costituisce il principale teatro lirico della città di Palermo, oltre che il terzo più grande d’Europa, dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna.

Inaugurato ufficialmente il 16 maggio 1897 con il Falstaff di Giuseppe Verdi, imponente e sontuoso, questo colosso artistico-musicale, dopo un lunghissimo periodo di inaccessibilità, iniziato nel 1974, e dopo aver riaperto al pubblico nel 1997,oggi èvisitabile nei suoi lussuosi interni fino al 30 Settembre 2020, tutti i giorni dalle 10 alle 15, con un costo di ingresso ridottissimo per i residenti nella città di Palermo.

Un gioiello artistico indiscusso della grandezza di 7730 metri quadrati, realizzato in stile neoclassico-eclettico, che si propone come un momento gradevole di intrattenimento e godimento culturale, senza tralasciare qualche alone di mistero e brivido narrativo.

I visitatori, accompagnatori dalla guida, vengono così accolti nella prima sala, il Foyer, dal colore dominante definito “rosso ottobrino” per le tinte calde che ricordano le foglie autunnali, dove campeggia il busto del Basile e una miniatura dello stesso teatro.

Si procede quindi verso la Sala degli Spettacoli, trasformata dall’emergenza COVID 19 perché la platea è diventata spazio scenico, per cui il pubblico sta solo nei vari ordini di palchi. Secondo palcoscenico più grande d’Europa, opera dell’architetto Ernesto Basile, figlio di Giovan Battista, essa presenta cinque ordini di 31 palchi ciascuno oltre al loggione (galleria). Un’opera monumentale che, nel progetto del Basile, poteva contenere in tutto 3.000 spettatori, e in cui l’illuminazione è realizzata interamente con vetro di Murano. Di notevole pregio il soffittoche rappresenta il trionfo della musica di Rocco Lentini, somigliante a un fiore, con la possibilità di sollevare verso l’alto i petali dello stesso, consentendo un’aerazione naturale dell’intero ambiente, considerato che in questa stanza si poteva, in tempi passati, anche fumare.

Al centro del secondo ordine di palchi si può ammirare il Palco reale,progettato daErnesto Basile, intagliato finemente all’esterno, con decorazioni dorate, ventisette posti disponibili e gli interni interamente in mogano. Il soffitto ospita i dipinti su seta di Ettore De Maria Bergler, uno dei maggiori esponenti dello stile liberty italiano. Si tratta di una costruzione che oggi ospita il sindaco e i politici, ma è anche aperto il pubblico, definito democratico perché il biglietto dedicato ha lo stesso costo di un biglietto di platea. E’ il palco con la vista migliore e il più decorato di tutta la sala: un palco d’eccezione, dove è stato peraltro girato il Padrino-Parte terza.

Due prime sale, che già, dalla sola descrizione, lasciano intravedere miriadi di bellezze e suggestioni artistiche per un percorso intriso di luci e colori: una visita da realizzare in loco, senza qui volere dettagliare un percorso con un tale anticipo tale da togliere la dovuta suspence al visitatore.

Suspence e mistero, al confine con il macabro, se vogliamo: poco prima dell’uscita dal complesso monumentale, infatti il visitatore si imbatterà in alcuni scalini, l’ultimo dei quali, a tratti, causa di cadute accidentali, dovute, vuole la leggenda, all’ira di una suora, molto contrariata perché il teatro è stato costruito sullo spazio occupato prima da una chiesa e un convento.  Leggenda? Realtà?

Sta di fatto che tutto, in questo magico Reame della Musica, sembra sospeso nel tempo, un tempo lussuoso che ha fatto, e fa tuttora, la storia della Lirica.

Angela Ganci
Miniatura Teatro Massimo
Sala degli specchi
Soffitto Sala degli Specchi

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