La Russia conta 7 morti dopo un attacco ucraino (o Nato?) nei sobborghi di Mosca: i russi risponderanno con i missili Burevestnik e Oreshnik?
di Giulio Ambrosetti
La notizia di queste ore è che un attacco ucraino con poco meno di 400 droni ha colpito un magazzino a sud di Mosca provocando sette morti. Ovviamente si tratta di droni pagati dagli ignari cittadini dell’Unione europea. Va da sé che dietro gli attacchi in Russia c’è la NATO che sostiene il regime di Volodymyr Zelenskyj. Queste notizie vengono regolarmente nascoste per non irritare i cittadini europei e per non far sapere ai cittadini dei Paesi NATO che, di fatto, sono in guerra contro la Russia. Non c’è nemmeno bisogno di precisare che a breve arriverà la reazione russa. E qui dobbiamo sottolineare che ormai si scherza con il fuoco. Fino ad ora i ‘falchi’ della Russia, sempre più critici con il presidente Vladimir Putin, accusato di usare la mano troppo ‘leggera’ con l’Ucraina e contro l’Unione europea. L’unica cosa che è cambiata, nell’uso di armi da parte della Russia, sono i missili ipersonici. Ma fino ad oggi, tutto sommato, si è trattato di un uso parsimonioso. Questi missili, che non possono essere intercettati, fino ad ora, non hanno raso al suolo intere città. Forse l’attacco più pesante dei russi risale a qualche giorno fa, quando è stato scatenato un inferno bombe e di fuoco su Odessa, Chornomorsk, Yuzhne, Ochakiv, Mykolaiv, Izmail, Vilkovo e Dnipro-Bugsky (qui un articolo: https://www.thehour.info/gli-ucraini-attaccano-le-navi-civili-russe-e-il-paese-di-putin-risponde-con-un-inferno-di-bombe-e-fuoco-su-odessa-chornomorsk-yuzhne-ochakiv-mykolaiv-izmail-vilkovo-e-dnipro-bugsky/).
Dopo l’attacco di queste ore nel magazzino a sud di Mosca, con sette cittadini russi morti, non è facile capire cosa potrebbe succedere. Si sa che, da settimane, i citati ‘falchi’ di Mosca pressano affinché la Russia cominci ad utilizzare armi che fino ad ora non ha ancora messo in campo. Quali? I missili Burevestnik da crociera a raggio illimitato e il veicolo subacqueo senza pilota Poseidon. Si tratta di armi alimentate da reattori nucleari che possono girare per giorni, settimane, aggirare qualsiasi sistema di difesa missilistica e colpire da angolazioni impossibili. I primi possono provocare una strage in terra, i secondi in mare. C’è anche il sistema missilistico ipersonico Oreshnik a medio raggio. La Russia prevede di utilizzarlo a fine anno se per quella data non avrà completato la conquista del Donbass. Cosa sia tale arma e che cosa può provocare lo ha illustrato nei giorni scorsi un post di un canale Telegram vicino alla Russia: “Un missile che viaggia a Mach 10, che cambia traiettoria in volo, che nessun sistema di difesa aerea occidentale può fermare. Per la NATO, questo significa che ogni base, ogni centro di comando, ogni hub logistico in Europa Orientale è esposto. Non potete abbatterlo, non potete prevederlo; potete solo sperare che non sia diretto verso di voi”.
Come si può notare, non sono notizie, come dire?, molto ‘tranquillizzanti’. Come sempre, in Europa non se ne parla per non allarmare i cittadini. Anche perché, di fatto, checché ne dicano i politici ‘europeisti’, l’Unione europea è in guerra contro la Russia. Quando fornisci soldi e armi all’Ucraina, beh, è difficile affermare che non sei in guerra contro la Russia. Se non altro perché con i soldi europei gli ucraini e la NATO acquistano armi, soprattutto dall’America ma non soltanto. Per non parlare del fatto che con i soldi europei NATO e Ucraina assoldano mercenari: cosa, questa, che fanno anche in russi, soprattutto dall’Africa. A proposito di mercenari, la notizia di questi giorni è che l’Unione europea, a partire dalla Primavera del prossimo anno, chiuderà le frontiere ai cittadini ucraini soggetti alla chiamata alle armi. Lo ha chiesto il regime di Zelenskyj, che sconta difficoltà a reperire mercenari disposti a farso ammazzare nella guerra contro i russi. Cosa, questa, salutata con grande favore dai Paesi dell’Unione europea, Germania in testa, che non ne possono più di pagare la “protezione temporanea” a milioni di ucraini che si sono riversati in Europa. Anche questa notizia viene tenuta ‘bassa’, perché non si deve dire che, dall’Aprile del prossimo anno, gli ‘europeisti’ chiuderanno le frontiere ai giovani ucraini che, poco prima di compiere 18 anni di età, si catapultano in Europa per non finire in prima linea nella guerra contro i russi dove la probabilità di morire è piuttosto elevata. Per dirla con Molière, “è il pubblico scandalo che offende la morale e peccare in segreto è come non peccare…”.
Fine dei ‘bordelli’? Nemmeno per idea. In queste ore la portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, Maria Zakharova, ha vergato un comunicato diffuso dalla rete (e un po’ meno diffuso dai media europei…): “Qualsiasi truppa di Paesi ostili in Ucraina diventerà un bersaglio per l’esercito russo”. La Zakharova fa riferimento alla notizia dell’invio di militari europei nel suolo ucraino. La vicenda, in realtà, non è chiara. Regno Unito e Francia sono i Paesi europei che pressano per una presenza militare in Ucraina, ma non si capisce se tale presenza dovrebbe avvenire mentre è in corso la guerra o quando la guerra finirà. Germania Polonia e Italia si sono chiamate fuori, nel senso che non hanno alcuna intenzione di essere massacrati dalle bombe russe, o meglio, dai missili russi. In verità quanto scrive la portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa fa un po’ paura: “Secondo le parole di Macron (Emmanuel Macron, presidente della Francia ndr), i piani per il dispiegamento di tali forze, che saranno dislocate lontano dalla linea del fronte, sono pronti, e nei prossimi mesi, nei Paesi europei confinanti con l’Ucraina, si svolgeranno le loro esercitazioni. In questo contesto vorremmo ribadire ancora una volta l’inaccettabilità per il nostro Paese del dispiegamento in Ucraina di qualsiasi contingente militare proveniente dai Paesi della cosiddetta coalizione dei desiderosi”. La portavoce del Ministero degli Esteri russo prende in giro i cosiddetti “volenterosi” per poi passare a un avvertimento preciso, là dove i Paesi europei dovessero dispiegare militari in Ucraina: “Questo, lo ripeto ancora una volta, significherà di fatto un’intervenzione straniera (parola un po’ desueta che significa intervento ndr) e un aumento delle minacce alla sicurezza della Russia. Tali unità saranno considerate da noi come obiettivi militari legittimi”. Attenzione perché questo avvertimento vale anche per i nove Paesi europei che vorrebbero realizzare lo sviluppo di sistemi antimissile: se tali sistemi arriveranno in Ucraina o, peggio, verranno utilizzati dalla NATO e dagli ucraini verranno bombardati.
Una notizia da non sottovalutare è l’uccisione del capo ingegnere della centrale nucleare di Zaporizhzhia e del suo autista. Questa centrale è stata realizzata dai russi in territorio ucraino ed è gestita dai russi. Anche questa vicenda non passerà in cavalleria, nel senso che ci sarà una reazione russa. Così come non stanno passando inosservate le polemiche anti-russe sollevate da alcuni media in Australia, altro Paese globalista schierato contro la Russia che, lo ricordiamo, è schierata contro i globalisti insieme con l’America di Donald Trump. Su fronti diversi, almeno ufficialmente, Russia e Stati Uniti hanno in comune l’avversione verso la globalizzazione dell’economia. Tornando all’Australia, sulla rete circola una notizia riportata da un canale Telegram e da Facebook (https://www.facebook.com/AlleanzaLIRA/posts/-stiamo-addestrando-gli-ucraini-a-uccidere-i-russi-i-media-australiani-accusati-/1479751577525745/): “Stiamo addestrando gli ucraini a uccidere i russi. I media australiani accusati di incitare all’odio. L’ambasciata russa in Australia ha dichiarato che nel Paese sta diventando la norma una retorica che incita all’uccisione di russi. Il motivo è un articolo del giornale The Australian con il titolo: ‘Stiamo addestrando gli ucraini a uccidere i russi’. Successivamente, questo articolo è stato pubblicato sul suo sito web dal senatore e ministro della difesa ombra australiano James Paterson. La missione diplomatica russa ha dichiarato che tali formulazioni non sono più semplice giornalismo, ma un linguaggio di odio”. Ancora i diplomatici russi: “I tentativi di presentare gli appelli a ‘uccidere i russi’ come qualcosa di accettabile e persino degno di approvazione in questo Paese mettono a rischio anche gli australiani di origine russa”. Ancora il post su Facebook ripreso da Telegram: “È degno di nota che recentemente l’Australia ha inasprito la legislazione sui crimini motivati dall’odio, ma pubblicazioni simili, per qualche motivo, non suscitano reazioni da parte delle autorità. Una campagna simile si sta sviluppando anche in Europa: in Lettonia si vuole vietare completamente la lingua russa nella stampa”. Dire che siamo vicini alla follia è un eufemismo…
Un’altra notizia che non sappiamo come commentare arriva sempre da Telegram: “L’Unione Europea sta facendo pressione sulla Grecia per convincerla a trasferire all’Ucraina 200 missili PAC-2 per il sistema Patriot, che i greci possiedono da almeno 20 anni. E hanno anche elaborato un piano: invece di trasferire direttamente i missili a Kiev, si propone che la Norvegia li acquisti e li fornisca poi agli ucraini. Tuttavia, è interessante notare che i greci sono ancora contrari. In precedenza erano stati sollecitati a trasferire interi sistemi Patriot, ma avevano rifiutato, e ora si chiede la fornitura di munizioni, ma anche in questo caso non hanno espresso disponibilità”. E meno male che l’Unione europea non è in guerra contro la Russia…
