“La scuola della Ripartenza. Qualche CONSIDERAZIONE”

autore: Angela Ganci

Psicoterapeuta, giornalista e docente

Pandemia, un Male Sociale ancora non del tutto debellato, dalla risoluzione non definita, che ha interessato e ancora sta interessando ogni area geografica del pianeta, con ripercussioni negative sull’economia, la salute fisica e psichica, di relazione, il mondo della scuola e del lavoro.

Questo il contesto entro il quale valutare adeguatamente scelte e decisioni che provengono dall’Alto, evitando di esprimere frettolosi giudizi, soprattutto quando queste derivano da Autorità chiamate a gestire, per mandato istituzionale, persone e relazioni, in situazione di elevata instabilità e criticità.

E il riferimento va nello specifico all’Universo dell’istruzione italiana, che lentamente si sta muovendo con svariati Piani per la Ripartenza, in osservanza delle normative ministeriali anti-pandemia, nel rispetto delle regole del distanziamento sociale, con la finalità di indirizzare l’alunno verso obiettivi di formazione culturale e socializzazione, salvaguardandone nel contempo la salute e il benessere.

Dicevo, prima, scelte, scelte necessarie, che ogni Istituzione scolastica non può non ponderare e infine comunicare e attuare, perché riguardano, per esempio, temi complessi, come l’organizzazione delle aule, con un numero massimo prefissato di alunni, o i programmi didattici la cui attuazione risente dell’organico docenti, di un potenziamento atteso, ma non sempre completamente attuabile.

Sdoppiamento delle classi, didattica a distanza, inizio effettivo e senza data certa delle lezioni, doppi turni a carico dei docenti, prassi necessarie, ma talvolta complesse e scomode, come l’utilizzo continuativo della mascherina durante le ore di lezione.

Questi ed altri i punti dolenti di questa Scuola della post-pandemia, dove in effetti il termine post non si traduce non tanto nell’assenza totale di contagi, quanto, al limite, nel superamento totale della Fase 1.

Problemi complessi da cui partire per Ripartire in efficacia, dilemmi che investono la scuola e le famiglie, nel loro bisogno di conoscere le effettive modalità di svolgimento delle lezioni e la possibilità di interazione alunno-docente-alunno diretta o mediata dal virtuale, aspetti problematici di una Scuola attualmente sofferente, ma che non si arrende e lotta per una Ripartenza efficace.

Dal duplice osservatorio privilegiato di docente e giornalista, alcuni interrogativi, e qualche indicazione, scaturiscono da questa situazione storicamente anomala, che mette in discussione le certezze del contatto umano, degli spazi condivisi e della regolarità del processo di insegnamento-apprendimento.

Non intendendo mettere in discussione la buona volontà dell’Istituzione scuola impegnata in una ripartenza immediata, la domanda spinosa che interessa oggi il personale educativo è così riassumibile: Con quale carico di responsabilità è chiamato ad attivarsi per garantire una continuità didattica, chi di competenza?

Spinti dal timore del Ritardo della Normalità, si possono attribuire in maniera categorica colpe e inadempienze ad Attori di volta in volta individuati, fino ad arrivare ai vertici governativi, rei di decisioni talora drastiche, come l’impegno pomeridiano protratto dei docenti, l’annullamento o il ridimensionamento di importanti momenti formativi, come l’incontro con le famiglie, i ritardi o le contraddizioni nelle comunicazioni interne, le modalità talora asettiche delle riunioni a distanza, talvolta tecnicamente poco agevoli?

A mio avviso, di fronte a una situazione improvvisa, unica nella storia, complessa per chiunque, colpevolizzare risulta essere un atteggiamento poco aderente alla realtà, sebbene difficoltà comunicative e cambiamenti costanti e improvvisi, destabilizzino in ogni caso, rendendo il lavoro degli operatori scolastici disorientato e dispersivo.

Eppure ricordiamoci, siamo ancora in emergenza, quindi sono consigliabili un atteggiamento globale di collaborazione, proposte operative che partano dal basso, coadiuvando la decisione ultima dei vertici scolastici (a tratti traballante, come imprevedibile è stato l’ingresso del Virus nella società) e una flessibilità operativa particolarmente accentuata: armi di certo armi più efficaci del voler cercare a tutti i costi inadempienze e inadempienti.

Insomma, la Scuola di oggi, oggi più che mai, guarda alla formazione del futuro adulto, e quale migliore esempio vivente per un giovane, del vedere adulti coesi, collaboranti, dialoganti?

Perché, si sa, il giovane e il bambino hanno una spiccata capacità di comprendere ciò che deriva da spiegazioni sincere e accurate, anche se si tratta di scelte sbagliate o incerte, costellate da tentennamenti e inesattezze. La pandemia, insomma, come Collante Sociale che unisce in atteggiamenti di solidarietà, affinché la lotta avvenga contro il comune nemico Virus, e non si ritorca paradossalmente contro i Sistemi da questo colpiti.

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