La Sicilia chiusa per tutto il mese di maggio, Musumeci: “Poi speriamo di riaprire anche ai turisti”

L’ordinanza di Musumeci sulla “fase 2” lo sottolinea già nelle prime battute: la Sicilia resta blindata. E probabilmente lo sarà per tutto il mese di maggio. Nel testo firmato dal presidente della Regione è scritto: “Le limitazioni di ingresso e uscita dal territorio della Regione Siciliana restano invariate e sono disciplinate dal decreto n. 183 del 29 aprile 2020 del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro della Salute, e sue eventuali modificazioni e integrazioni”.

Ma all’ordinanza Musumeci ora aggiunge ora una considerazione, fatta in tv durante la trasmissione Omnibus su La 7. “Io ritengo che la blindatura debba restare per tutto il mese di maggio anche se alcuni accessi sono consentiti. Dopo maggio, se il dato epidemiologico, ce lo consentirà noi riapriremo.  Al momento abbiamo soltanto 12 ricoverati in terapia intensiva, aumentano i guariti, anche i pazienti della Lombardia che sono venuti nei nostri ospedali, sono stati ricoverati e hanno superato il pregiudizio iniziale nei confronti della Sicilia legato a secolari luoghi comuni”.

Musumeci ha anche manifestato l’auspicio di poter riportare prima possibile i turisti in Sicilia: “Se il dato epidemiologico ce lo consente apriremo anche ai turisti delle altre regioni. Ma non è determinato da noi, ma dalle linee guida del governo nazionale all’interno delle quale noi ci muoveremo. Chi vuole venire in Sicilia sa che deve rimandare, deve spostare di qualche settimana. Non può entrare”.

E ha aggiunto: “Se potessi farei entrare in milioni, specie i turisti. La Sicilia è terra di accoglienza. Credo che maggio debba servire a monitorare la situazione, speriamo di arrivare a contagio zero”.

“Come governo regionale – ha aggiunto – abbiamo comprato alcuni pacchetti per incentivare e favorire i turisti che pensiamo, temiamo, possano essere soltanto autoctoni cioè dire il turismo fatto in casa, che comunque muove alcuni milioni di persone per carità, e però non possiamo pensare di aprire la Sicilia che ancora oggi è chiusa e blindata proprio perché temiamo che ci possa essere un flusso da parte di altre regioni o da parte di Paesi stranieri assolutamente non sottoposto ad una verifica sanitaria necessaria che diventa il presupposto per evitare il ritorno del contagio”.

Confini dell’Isola blindati, dunque, per tutto il mese di maggio. Ma ci sono eccezioni per chi ha urgenza di tornare a casa. Per farlo, viene ricordato nell’ultima ordinanza, occorre registrarsi sul sito internet www.siciliacoronavirus.it, compilando integralmente il modulo informatico previsto. Una volta giunti in Sicilia occorre comunicare immediatamente la propria presenza al medico curante o al Dipartimento di prevenzione dell’Asp e al proprio Comune di residenza o domicilio. Obbligatoria anche la quarantena nella propria abitazione e il tampone alla conclusione del periodo di isolamento.

Musumeci ha risposto a chi critica un eccessiva autonomia da parte delle Regioni. “Noi presidenti di Regione di centrodestra abbiamo sottoscritto un documento assai garbato di proposte, non di critica, che doveva essere ed è rimasto uno strumento di lavoro da ausilio al governo centrale perché in questo momento non sono ammesse polemiche, non sono ammessi atteggiamenti improntanti a iattanza”.

Un rapporto di collaborazione, come ha sottolineato il governatore. “È anche vero – ha osservato il presidente della Regione  – che noi governatori conosciamo meglio di chiunque altro le esigenze specifiche del territorio e quelle del mio territorio non sono sempre uguali a quelle di Liguria, Lombardia o Veneto. Quindi un documento propositivo del quale il governo ha tenuto conto, anche se su alcune cose noi siamo assai lontani. Penso ai futuri investimenti che il governo centrale dovrà fare – ha detto Musumeci -, penso ai 50 miliardi annunciati dal governo, penso alle risorse date da Cassa depositi e prestiti per le partecipazioni ad alcune grosse società. Noi qui abbiamo bisogno di velocizzare le procedure, qui non abbiamo bisogno tanto di risorse, abbiamo bisogno di potere spendere presto e bene quelle che già abbiamo. Ma se le leggi per i cantieri sono fatte per chiudere i cantieri, per rallentare le procedure e chiaro  che non sappiamo più dove andare e a quale santo affidarci”. (GDS)

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