Parlano i ragazzi della Renault 4: “Ci hanno fatto passare perché era un’emergenza”

Parlano i ragazzi della Renault 4: “Ci hanno fatto passare perché era un’emergenza”

Parlano i ragazzi della Renault 4: “Ci hanno fatto passare perché era un’emergenza”

Risolto (forse) il “giallo” della Renault 4, l’auto con a bordo tre francesi ed un cane che era stata vista “sfrecciare” in autostrada, imbarcarsi sul traghetto che collega Villa San Giovanni a Messina e terminare la sua corsa ad Aci Castello, nel Catanese. L’auto, stracarica di bagagli, era stata segnalata più volte sui social, alimentando dubbi e polemiche sull’assenza di controlli e sulla presunta inosservanza delle misure di contenimento.

Con un video pubblicato su facebook i ragazzi a bordo dell’utilitaria hanno raccontato la loro versione dei fatti con l’aiuto della famiglia che li ospita nel Catanese. L’auto non sarebbe partita dalla Francia, come ipotizzato da molti sui social. “I nostri amici francesi sono viaggiatori ed erano in Italia già da quattro mesi”, spiega nel video il ragazzo spagnolo che ha ospitato la comitiva. “Vivevano nella loro macchina e non avendo una residenza fissa non avevano un’altra opzione se non quella di venire qui”. I tre francesi sarebbero artisti di strada: quando è entrato in vigore il lockdown erano a Napoli già da 4 mesi. Non sapendo dove dormire e come mantenersi sono stati invitati in Sicilia da una famiglia spagnola che si trovava ad Aci Trezza.

Gli occupanti dell’auto sono stati fermati dalle forze dell’ordine, come loro stessi dicono, e sottoposti a un tampone risultando negativi e si sarebbero anche registrati nel portale online della Regione dichiarando motivi di necessità. Dopo un’attesa di tre giorni a Reggio sono riusciti a traghettare e poi giungere ad Aci Trezza.

Arrivare nel Catanese non è stato facile. “C’erano molti controlli di polizia – ha raccontato il ragazzo francese a bordo dell’auto -, ci hanno fatto passare perché era un’emergenza”. I tre viaggiatori, e i tre spagnoli i che li hanno accolti in casa, sono ora tutti in quarantena obbligatoria.

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