Parte una class action contro le antenne del 5G a Palermo

Un gruppo di palermitani hanno avviato un’azione legale per meglio chiarire l’iter di autorizzazione per l’installazione di 35 antenne 5g in altrettanti palazzi disseminati nel Capoluogo dopo che in consiglio comunale è sorta una vera e propria guerra tra Lega e maggioranza.

È stata presentata oggi l’istanza promossa da numerosi cittadini che si sono rivolti al tribunale del consumatore per accedere agli atti relative alle autorizzazioni rilasciate a Palermo per l’installazione degli impianti sperimentali 5g. In particolare i cittadini, a mezzo dei legali Nadia Spallitta e Anna Cucina, contestano l’assenza di informazioni che obbligatoriamente l’amministrazione avrebbe dovuto dare in presenza di istanze rivolte all’installazione di questi nuovi impianti. E chiedono copia dei pareri già rilasciati dalle competenti autorità sanitarie e tecniche.

“Più precisamente – dicono i due legali -, secondo la vigente normativa, oltre all’Arpa, deve intervenire l’autorità sanitaria e deve essere altresì emessa la valutazione di impatto sanitario. Infatti, applicando il principio di precauzione, è necessaria una preventiva certificazione scientifica che attesti che la nuova tecnologia non arrechi danni alla salute, prima di poter autorizzare qualsivoglia impianto di 5g“.
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I cittadini, in particolare, sono preoccupati per la loro salute, anche per le modalità di funzionamento di questa nuova tecnologia che presuppone reti capillari e l’emissione ad alta frequenza di onde elettromagnetiche. Secondo quanto riportano i legali, esisterebbero numerosi studi scientifici anche internazionali, “che hanno osservato gli effetti nocivi per la salute derivanti dall’emissione costante di onde elettromagnetiche. E, del resto, la stessa legge che disciplina la materia impone alle amministrazioni procedure precauzionali e tutti gli accertamenti del caso a tutela della salute privata e pubblica. Tra l’altro il sindaco ha uno specifico obbligo di tutela della salute collettiva quale massima autorità sanitaria locale. Con l’istanza, inoltrata anche al Ministero della salute e dell’ambiente, i cittadini chiedono altresì che vengano revocate le autorizzazioni già rilasciate e che si sospenda ogni procedimento in corso”.

Nelle scorse settimane Vodafone e Tim ne hanno montate in via Roccazzo, via Papa Sergio, via Paruta, in viale Regione siciliana, via Perseo, via Bonanno, via San Giovanni Di Dio, via Cataldo Parisio, via Graf, via La Lumia, via Carducci, via Maiorana, via Ugo La Malfa, piazza Tenente Anelli, via Sferracavallo. E ancora in via Plauto, via Nettuno, via Ammiraglio Rizzo, via Buonriposo, viale Strasburgo, via Villagrazia, Largo Raiti, via Cardinale Rampolla, via Mariano Stabile, via Sferracavallo, via Danisinni, via Michelangelo, via Casimiro Drago e via Ernesto Tricomi.

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