13 Maggio 2021

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Raccolta Raee, nel 2020 in Sicilia 5 mila tonnellate in più

SERGIO OLIVERIO

MILANO (ITALPRESS) – In Sicilia nel 2020 sono state raccolte 22.186 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Lo evidenzia il Rapporto Annuale 2020 del Centro di Coordinamento RAEE, l’istituzione che sintetizza i risultati conseguiti da tutti i Sistemi Collettivi che si occupano del ritiro presso i centri di raccolta e i luoghi di raggruppamento organizzati dalla distribuzione per la gestione dei rifiuti tecnologici in Italia.
Rispetto al 2019, la raccolta regionale registra il maggior incremento a livello nazionale, pari al +28%, corrispondente a oltre 4.800 tonnellate, valore che consente alla Regione di salire al settimo posto a livello nazionale per volumi complessivi e di diventare prima nel Sud Italia.
La raccolta di freddo e clima (R1) è in crescita in quasi tutte le province (+37,2%) per un totale di 7.155 tonnellate, anche se con volumi molto diversi tra Catania e tutte le altre. Importante, in termini di raccolta, il contributo dei luoghi di raggruppamento della di-stribuzione che a livello regionale raccolgono quasi il 30% dei volumi, percentuale molto maggiore della media nazionale (18%), nonostante una distribuzione tutt’altro che uniforme sul territorio regionale (praticamente assenti in quattro province su nove).
Nel raggruppamento cinque va sottolineato, invece, il contributo degli installatori che vei-colano quasi il 14% dei volumi.
La provincia di Catania raccoglie 6.387 tonnellate, in crescita del 30,9% rispetto all’anno precedente.
In crescita anche la raccolta della provincia di Palermo che con un +25,1% raggiunge le 4.963 tonnellate, il risultato si lega a una crescita doppia cifra in tutti i raggruppamenti, tra cui spicca il +50,9% in R4, per un totale di 419 tonnellate.
In crescita del 31,6% la provincia di Messina la cui raccolta sale a 3.784 tonnellate, per-formance cui contribuisce in maniera significativa l’incremento in R2 (+65,2% per un totale di 1.600 tonnellate).
“I dati della Sicilia meritano una seria considerazione sui risultati raggiunti” commenta Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE. “Troppi RAEE sono dispersi e non correttamente identificati; questi quantitativi possono solo alimentare delle gestioni illecite, di conseguenza è necessario un intervento deciso e tempestivo degli organi preposti. Messina, Catania e Trapani sono le uniche province che superano il dato medio pro capite dell’area meridionale, già di per sè non buono, e contribuiscono in maniera determinante al risultato della Regione. Fortemente deludenti i dati di Enna, Palermo, Siracusa e Ragusa, ma sono allarmanti i dati di Agrigento e soprattutto di Caltanissetta. Sono molti anni che la Sicilia deve scuotersi dall’incapacità di raccogliere i RAEE nelle quantità dovute, nel 2020 l’incremento nella raccolta è stato a due cifre, ma ancora non basta”.
“La Regione Siciliana è la regione che ha registrato il più elevato incremento rispetto al 2019 della raccolta dei RAEE a livello nazionale, in testa alle regioni del Sud” dichiara l’Assessore regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, Daniela Baglieri. “Questo dato ci suggerisce che siamo sulla strada giusta: i dati raccolti attraverso i Comuni, riferiti al servizio di raccolta e ai conferimenti nei Centri Comunali di Raccolta, evidenziano un aumento di circa il 30% rispetto al dato del 2019. Questo incremento della raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici si inserisce all’interno della più ampia strategia di ‘raccolta differenziatà attuata dalla Regione Siciliana negli ultimi anni che ha fatto registrare trend positivi passando dal 21,72% del 2017 al 38, 52% del 2019, attestandosi al 42% nel 2020.
“Entro la fine del 2021 abbiamo previsto il finanziamento di 63 nuovi CCR che entreranno in servizio per garantire agli utenti la possibilità di conferimento ravvicinata ai punti di raccolta. Questo contribuirà ad aumentare il dato medio pro capite di raccolta RAEE contrastando e scongiurando contemporaneamente le ‘gestioni illecitè con i conseguenziali danni all’ambiente” conclude.
(ITALPRESS).