Sclerosi multipla tra biologia, ambiente e tecnologia: l’evento di Siracusa e le interviste ai responsabili scientifici Sebastiano Bucello e Lorena Lorefice
di Angela Ganci, psicologo psicoterapeuta e giornalista
Si è concluso lo scorso sabato 9 maggio, nella suggestiva cornice del Grand Hotel Villa Politi di Siracusa, il congresso multidisciplinare nazionale “MS: Made of Systems”, appuntamento dedicato al confronto e all’approfondimento nel campo della ricerca scientifica nella sclerosi multipla.
Giunto alla sua terza edizione, il momento scientifico ha posto al centro una patologia complessa che richiede oggi un approccio moderno e integrato, capace di coniugare abilmente biologia, ambiente, tecnologie e innovazione clinica. Con l’obiettivo di promuovere una visione sistemica della malattia, il congresso, accreditato per il programma nazionale di Educazione Continua in Medicina (ECM) da Elma Academy, ha interessato una vasta platea di professionisti sanitari, tra cui neurologi, infermieri, psicologi, fisioterapisti e biologi, nell’ottica di un intenso confronto multidisciplinare come strumento essenziale per una gestione della sclerosi multipla sempre più efficace, personalizzata e centrata sulla persona.
Numerosi i relatori provenienti da svariate realta’ italiane, Milano, Roma, Napoli, Cagliari e da altri poli d’eccellenza dedicati alla diagnosi e alla cura della sclerosi multipla, a conferma del ruolo sempre più centrale della nostra isola, nello specifico della provincia di Siracusa, nel panorama del confronto scientifico dedicato alla salute cerebrale e alle neuroscienze.
Una conferma non solo sul piano logistico, ma anche organizzativo: per il terzo anno consecutivo, la direzione scientifica e la macchina organizzativa del congresso hanno visto protagonisti il dottor Sebastiano Bucello (Responsabile di UOSD Neurologia e Stroke Unit, Ospedale Umberto I di Siracusa) e la dottoressa Lorena Lorefice (Centro Sclerosi Multipla, ASL Cagliari), corresponsabili scientifici dell’evento.
Di seguito le interviste realizzate per Teleone nei giorni precedenti l’avvio del congresso, seguite da un breve excursus sui principali temi trattati nel corso dei lavori.
Lorena Lorefice, Dirigente Medico di Neurologia, Centro Regionale Sclerosi Multipla, PO Binaghi, ASL Cagliari
1. Quale è la finalità del vostro evento?
Il congresso ‘MS: Made of Systems’ è un evento scientifico multidisciplinare che riunisce neurologi, infermieri, psicologi e ricercatori per discutere l’approccio moderno alla sclerosi multipla. L’obiettivo è integrare biologia, ambiente e tecnologia per offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più personalizzati e centrati sulla persona.
2. Quali sono i contenuti e le scoperte scientifiche contenute nel programma?
Il programma affronta la sclerosi multipla in tutte le sue dimensioni, dalle basi biologiche e immunologiche alle più recenti evidenze terapeutiche. Ampio spazio è dedicato all’innovazione tecnologica, come intelligenza artificiale, risonanza avanzata e digitalizzazione, ma anche a stili di vita, brain health e gestione delle comorbidità, oggi sempre più centrali nella pratica clinica.
3. Perché questo tema scelto da voi? Contiene un messaggio ai giovani?
Abbiamo scelto questo tema perché riflette una visione moderna e “giovane” della medicina, non più focalizzata solo sulla malattia, ma sulla salute nel suo insieme. Il messaggio è chiaro anche per le nuove generazioni: adottare un approccio globale, olistico, orientato alla salute del cervello, che integri cura, prevenzione e stili di vita.
4. Quale augurio per il benessere collettivo secondo voi?
L’augurio è che si diffonda una cultura della salute più consapevole e condivisa, capace di integrare cura, prevenzione e stili di vita. Investire nella brain health significa migliorare la qualità di vita di tutti, oggi e nel futuro.
Sebastiano Bucello, Responsabile UOSD Neurologia e Stroke Unit, PO Umberto I, ASP 8 Siracusa
1. Quale è la finalità del vostro evento?
La finalità del congresso è creare un momento di confronto altamente qualificato tra professionisti provenienti da diverse realtà italiane, mettendo in rete competenze cliniche, scientifiche e organizzative. Vogliamo offrire ai pazienti con sclerosi multipla una medicina sempre più moderna, capace di anticipare i bisogni, personalizzare i percorsi assistenziali e migliorare concretamente la qualità di vita. Per Siracusa rappresenta anche un’occasione importante di crescita culturale e sanitaria del territorio, non solo dal punto di vista neurologico.
2. Quali sono i contenuti e le scoperte scientifiche contenute nel programma?
Il programma affronta temi di grande attualità: il ruolo dei fattori ambientali nello sviluppo della malattia, il legame tra metabolismo e infiammazione, l’impatto del virus Epstein-Barr, i meccanismi che regolano l’evoluzione della malattia fino alle nuove strategie per riconoscere precocemente il rischio di progressione. Si parlerà inoltre di come utilizzare i dati raccolti nella vita reale dei pazienti per migliorare le decisioni terapeutiche, di biomarcatori emergenti, di nuove prospettive farmacologiche e del contributo crescente delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nel monitoraggio clinico.
3. Perché questo tema scelto da voi? Contiene un messaggio ai giovani?
Abbiamo scelto questo tema perché oggi la medicina richiede una visione ampia e interconnessa: salute, ambiente, tecnologia e responsabilità individuale sono aspetti inseparabili. Per i giovani il messaggio è molto attuale: il futuro della salute passa anche dalle loro scelte, dalla cultura scientifica, dal rispetto dell’ambiente e dalla capacità di usare l’innovazione in modo consapevole. Le nuove generazioni possono essere protagoniste di un cambiamento positivo.
4. Quale augurio per il benessere collettivo secondo voi?
L’augurio è che si diffonda una visione della salute come bene comune, da costruire insieme tra cittadini, istituzioni e professionisti sanitari. Investire in ricerca, prevenzione e corretti stili di vita significa ridurre il peso delle malattie croniche e lasciare alle nuove generazioni una società più sana, più consapevole e più solidale. Se cresce la cultura della salute, cresce l’intera società. Siracusa, con questo evento, vuole dare il proprio contributo in questa direzione.
In merito infine ai contenuti scientifici discussi nelle due giornate, la prima giornata di lavori, venerdì 8 maggio, è stata dedicata all’esplorazione delle basi biologiche integrate della malattia e della loro interazione con i fattori ambientali, con particolare attenzione al rapporto tra metabolismo, infiammazione e danno cerebrale, oltre che all’impatto degli stili di vita e della riserva cognitiva sulla “brain health”.
Ad aprire il confronto scientifico il professor Raffaele Palladino, docente di Igiene presso l’Università Federico II di Napoli, che ha approfondito il tema della “Exposome Theory”, paradigma secondo cui la sclerosi multipla nasce dall’interazione continua tra ambiente e biologia. Particolare attenzione è stata posta anche al ruolo dell’Epstein-Barr Virus (EBV) nella genesi della sclerosi multipla, tema affrontato dalla professoressa Rosella Mechelli, docente di Patologia Generale presso l’Università San Raffaele di Roma, che ha illustrato le più recenti evidenze sul legame tra infezione virale, risposta immunitaria e sviluppo della malattia. Il complesso rapporto tra metabolismo e infiammazione nella sclerosi multipla è stato invece discusso dalla professoressa Marinella Clerico, docente di Neurologia presso l’Università di Torino.
Ampio rilievo è stato ancora dato al tema della prevenzione e degli stili di vita come strumenti sempre più centrali nella gestione della sclerosi multipla. Il dottor Sebastiano Bucello, responsabile della UOSD Neurologia dell’Ospedale Umberto I di Siracusa, ha approfondito il ruolo dell’alimentazione, mentre il dottor Paolo Immovilli ha discusso l’importanza dell’attività fisica nella preservazione della funzione neurologica e della qualità di vita.
La dottoressa Lorena Lorefice ha quindi approfondito il tema delle comorbidità autoimmuni e vascolari e del loro impatto sul decorso clinico della malattia, presentando risultati provenienti da studi nazionali e internazionali sviluppati anche nell’ambito della sua attività scientifica presso il Centro Sclerosi Multipla ASL di Cagliari.
Cognizione, “brain health” e “affectoma”, in chiusura, al centro di un confronto scientifico di alto livello che ha coinvolto il professor Emilio Portaccio dell’Università di Firenze e il professor Massimiliano Di Filippo dell’Università di Perugia, con approfondimenti dedicati alle connessioni tra dimensione affettiva, sintomi cognitivi e plasticità neuronale.
La seconda giornata, sabato 9 maggio, ha spostato il focus sull’innovazione tecnologica, sui real-world data e sulle nuove prospettive terapeutiche, aprendo un confronto dinamico sulle strategie più attuali per comprendere e contrastare la progressione della malattia. Il professor Pietro Iaffaldano dell’Università di Bari ha presentato le evidenze real-world relative all’impatto delle terapie di prima e seconda linea sulle traiettorie di disabilità, mentre il dottor Pietro Annovazzi (Gallarate) e il dottor Giuseppe Fenu (Dipartimento di Neuroscienze dell’ARNAS Brotzu di Cagliari) hanno approfondito il tema della progressione di malattia e delle sfide terapeutiche emergenti.
Non solo brain health, ma anche midollo spinale, tra strumenti diagnostici e prognostici nella sclerosi multipla, argomento affrontato dalla dottoressa Serena Ruggieri dell’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma. Il professor Marcello Moccia di Napoli ha da parte sua illustrato le potenzialità dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali nel predire e prevenire l’evoluzione clinica della malattia e la disabilità, dando l’avvio alla conclusione della giornata con due tavole rotonde dedicate alla digitalizzazione nella pratica clinica quotidiana e al ruolo degli infermieri nell’era della medicina digitale, confermando il valore di un approccio sempre più multidisciplinare, innovativo e centrato sulla persona.
In definitiva una molteplicita’ di tematiche per due giornate di intenso confronto tra esperti provenienti da alcune delle principali realtà italiane dedicate alla sclerosi multipla, unite dalla volontà comune di costruire una visione sempre più moderna, multidisciplinare e centrata sulla persona. Un dialogo scientifico di indubbio alto livello che guarda già con interesse e entusiasmo al prossimo appuntamento del 2027.


