18 Aprile 2021

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Vaccino Anti Covid-19: un’immunita’ che vale un’obbligatorieta’?

di Angela Ganci, psicologo psicoterapeuta, giornalista, docente

“Gli Stati non devono rendere la vaccinazione contro il Coronavirus obbligatoria per nessuno e almeno per il momento non devono utilizzare i certificati di vaccinazione come passaporti”.
È quanto afferma l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa con il rapporto «Vaccini Covid-19: questioni etiche, legali e pratiche» votato a larghissima maggioranza e diffuso lo scorso Gennaio 2021.
Una Presa di posizione definita, che, nella sua precisione, detta Legge rispetto a un tema delicatissimo, quale l’immunità di gregge.
Un “atteggiamento sanitario” strategico, peraltro, ampiamente sostenuto dallo stesso ex premier Conte che, in diretta durante la conferenza stampa di fine 2020 a Villa Madama, ha con chiarezza stabilito che “è esclusa la vaccinazione obbligatoria”.
E il pensiero va immediatamente alla tanto celebrata Immunità di gregge, quel salvifico “meccanismo che si instaura all’interno di una comunità, per cui, se la stragrande maggioranza degli individui è vaccinata, limita la circolazione di un agente infettivo, andando a proteggere anche coloro che per particolari problemi di salute non possono sottoporsi a vaccinazione. Un meccanismo fondamentale per ridurre la circolazione e la trasmissione di malattie infettive contagiose” (il riferimento in proposito è al link https://www.humanitas.it/enciclopedia/glossario-immunologia/immunita-di-gregge/).
Nell’attesa, quindi, che l’immunità di gregge si raggiunga anche “su base facoltativa”, escludendo il ricorso obbligatorio a un Vaccino inteso come Scelta personale di coscienza, contando i giorni di compimento di quell’80% necessario di italiani che si vaccineranno, confidando nella buona volontà di tutti, per rimandare alle ottimistiche visioni di Domenico Arcuri, già vertice commissariale per l’Emergenza Covid 19, oggi un primo spiraglio di luce arriva dalla Regione Toscana.
Lo ha annunciato, lo scorso 3 Marzo, Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, in una diretta social, sostenendo, a fronte di 326.750 dosi di vaccini in Toscana, “con più di 90 mila persone che hanno anche il richiamo”, di essere entrati “in un ritmo che ci può consentire di raggiungere quegli obiettivi di una sostanziale immunità di gregge nel mese di Ottobre”.
Una scommessa, quella dell’immunita’, da vincere a prescindere da dettami legali o coercizioni statali, oppure che necessita di specifiche regole, soprattutto per gli eterni indecisi del vaccino, refrattari per Scelta?
Questo lo scopriremo solo nei mesi a venire, complice, forse, il “Modello virtuoso toscano” e la (supposta) saggezza intrinseca degli Italiani.

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