Dopo la sconfitta in Sassonia e in vista di altri disastri elettorali i globalisti Ue provano a consolidare il controllo sulla BCE

IMG-20260911-WA0009

di Giulio Ambrosetti

La ‘botta’ presa nel lander Sassonia-Anhalt non ha fermato la strategia fino ad oggi non esattamente vincente dell’Unione europea. E’ noto che il rialzo dei tassi di interesse, specie in uno scenario di crisi, provocano una stretta sull’economia reale. Ma per i vertici della Banca Centrale Europea (BCE) questo non è un problema. Il primo obiettivo è la tutela delle banche, non certo dei cittadini europei: da qui l’aumento dei tassi di interesse. Non c’è da stupirsi: la BCE non è una banca pubblica: è una banca privata che, ovviamente, protegge se stessa. E pazienza se a farne le spese saranno, per l’appunto, i cittadini europei. Di più: siccome nella stessa Unione europea i partiti politici sovranisti stanno ormai prendendo il sopravvento sui globalisti, i banchieri non si possono certo permettere di perdere il controllo della BCE. Così la presidente della stessa Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, si dimetterà a breve per consentire ai globalisti che ancora oggi governano l’Europa di nominare un nuovo presidente. E’ noto che il presidente della BCE resta in carica per otto anni. La Lagarde è stata designata nel 2019. Il prossimo anno scade il suo mandato. Così è pronta a dimettersi con un anno circa di anticipo per consentire la nomina di un nuovo presidente che non dovrebbe essere rimosso.

Sarà così? Assolutamente no. Non solo i Parlamenti ma anche la politica si autodetermina. A parte le elezioni politiche in Svezia previste il 13 Settembre e le elezioni nei Lander di Berlino e Meclemburgo-Pomerania previste il 20 Settembre, il prossimo anno si voterà in Francia, in Italia, in Spagna e in Polonia. I media globalisti, per spaventare gli elettori raccontano di una “destra estrema che avanza”.

Tesi che viene demolita dal filosofo Massimo cacciaci, secondo il quale, al contrario, “l’Europa oggi è in briciole dopo anni di politiche di destra” (qui le parole di Cacciari: https://www.ilfaroonline.it/2026/09/07/afd-cacciari-leuropa-e-in-briciole-dopo-anni-di-politiche-di-destra/647990/?fbclid=IwY2xjawUQlYBwZG9mAWV4dG4DYWVtAjExAGJyaWQRMDZOUElGVW1hczJHT01VRzFzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeHHpSEttBBd2wAwo7DXi42CfBq8Yr1d1IxAdADtTSOsxjULoyAHmu8swpfbI_aem_aeF-CBq-X2rO1jQNM9UGww&utm_campaign=il+faro+online&utm_medium=facebook&utm_source=dlvr.it). La realtà racconta una storia un po’ diversa: e cioè che a vincere saranno i partiti sovranisti. Non sappiamo se l’Unione europea resisterà alla crisi economica che si sta scatenando nel mondo con la guerra in Medio Oriente e con la guerra in Ucraina. Ma se resisterà i sovranisti cambieranno le regole del gioco e, con molta probabilità, nazionalizzeranno la gestione della BCE, che diventerà una Banca Centrale pubblica, come lo sono tutte le altre Banche Centrali del mondo.

Quando scriviamo che l’Unione europea potrebbe anche non resistere non lo facciamo a caso. Basta leggere cosa ha dichiarato in queste ore Alice Weidel, leader del partito tedesco “Alternativa per la Germania” (AfD), la formazione politica che ha vinto le elezioni locali in Sassonia-Anhalt. Noi riprendiamo le sue parole da un post che leggiamo sul Telegram: “È necessario ridurre drasticamente i nostri pagamenti all’Unione Europea – ha affermato la Weidel -. Ogni settimana, quasi un miliardo di euro viene inviato a Bruxelles, ma solo una piccola parte di essi viene restituita. Vogliamo riavere i nostri soldi!”. Dopo di che la leader di AfD si rivolge agli attuali governanti dell’Unione europea e della Germania: “Gli Stati Uniti – dice – stanno compiendo un altro tentativo per porre fine al conflitto in Ucraina. Nel frattempo, voi intensificate la propaganda militare e acutizzate la contrapposizione con la Russia. State persino bruciando gli ultimi ponti per distrarre l’attenzione dalla vostra situazione politica disastrosa”. Non manca il passaggio sulla crisi energetica che oggi travolge la Germania: “Dobbiamo porre fine alla fallimentare transizione energetica – sottolinea Alice Weidel – e avviare un processo di ritorno all’energia nucleare, tenendo conto della stabilità della nostra fornitura energetica. Ma per fare ciò, abbiamo anche bisogno di gas naturale russo a basso costo”.
Le parole della leader di AfD sono chiare. E riflettono la posizione di tutti i partiti sovranisti europei. L’alleanza dell’Unione europea con l’Ucraina è stato un gravissimo errore. L’Europa deve tornare a dialogare con la Russia. E non è detto che l’Unione europea resista. L’euro è stato lo strumento che ha consentito alla Germania di esportare i propri beni nei Paesi Ue che hanno aderito alla moneta unica europea (21 Paesi su 27, compresa la Germania). Oggi l’euro per la Germania è un peso. Non è folle pensare che i tedeschi mantengano l’Unione europea senza più l’euro. Così ogni Paese europeo si riprenderebbe la propria sovranità monetaria e la libertà di azione oggi ‘ingessata’ dall’impossibilità di mettere d’accordo 27 Paesi con esigenza economiche e commerciali diverse.

L’Europa, insomma, ha bisogno di libertà di azione. I Paesi europei, tranne qualche eccezione, non hanno giacimenti di petrolio e gas. L’ultima volta che l’Italia ha provato a estrarre idrocarburi dal Mare Adriatico sono arrivati i violentissimi terremoti nel Centro Italia. Certo, ancora oggi chi collega i terremoti alle ricerche di idrocarburi in mare viene etichettato come “complottista”. Ma è noto a tutti che, dal tempo dei terremoti nel Centro Nord Italia in poi, le attività di ricerca e le concessioni di coltivazione di gas e petrolio nel Mare Adriatico sono state molto limitate e regolate da stringenti vincoli normativi e ambientali. La verità dei fatti, alla fine, viene sempre a galla. Per questo le parole pronunciate in queste ore dal capo del Governo italiano, Giorgia Meloni, che vuole riaprire la corsa al gas e al petrolio nei mari del nostro Paese destano molte perplessità. Non soltanto per l’Adriatico, ma anche per il Mediterraneo, dove i pericoli legati alle possibili ricerche di idrocarburi sono addirittura maggiori. La verità è che i politici italiani, spesso, parlano senza conoscere bene gli argomenti che trattano. Più che alla realtà, sono interessati ai voti.
Interessante, tornando alle elezioni europee, un post di Bloomberg, la multinazionale dell’informazione con sede a New York e filiali in tutto il mondo. “La vittoria dell’AfD nella Sassonia-Anhalt non è solo un successo per la politica di destra tedesca, ma è un segnale di un cambiamento più ampio”, si legge nel post. Secondo Bloomberg, l’AfD è un partito politico “pro-russo”. Tuttavia, Bloomberg fa notare che la tendenza in favore della Russia “va oltre la Germania, indicando sentimenti simili in crescita in Francia e Italia”. In Italia Bloomberg cita Roberto Vannacci. “L’ex generale sta guadagnando popolarità, combinando posizioni intransigenti contro l’immigrazione con un appello alla pace tra Russia e Ucraina. L’agenzia cita un sondaggio YouTrend del 4 Settembre che mostra che il partito di Vannacci, ‘Futuro Nazionale’, è diventato la seconda forza politica di destra più importante dopo il partito di Giorgia Meloni”. Secondo Bloomberg, non siamo davanti a un fronte europeo unificato filo-russo, “ma dell’emergere graduale, in diversi Paesi, di politici che offrono posizioni più favorevoli a Mosca, o meno favorevoli a Kiev”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *