L’amarezza nelle parole dello chef Natale Giunta, da domani senza scorta.

L’amarezza nelle parole dello chef Natale Giunta, da domani senza scorta.

TELE ONE canale 19: Revocata la tutela al noto chef palermitano. La misura di protezione gli era stata assegnata dopo una serie di minacce e intimidazioni. L’ultima risale a un anno fa, quando gli fu recapitata una busta contenente un proiettile.
L’intervista di Massimo Brizzi allo Chef Natale Giunta

Ha trovato il coraggio di denunciare i suoi estortori lo chef termitano Natale Giunta, noto volto televisivo grazie alle sue partecipazioni al programma “La prova del cuoco”. Da ieri però allo chef coraggioso è stata revocata la misura di protezione che gli era stata assegnata dopo che lo stesso aveva subito minacce e intimidazioni. L’ultima risale a un anno fa, quando allo chef fu recapitata una busta contenente un proiettile.
Giunta, titolare della concessione demaniale Sailem che gestisce il locale Castello a Mare e l’azienda “Passami u Coppu” in via Roma a Palermo, ha lanciato un appello al prefetto affinché faccia in modo di ripristinargli la tutela.

“Negli ultimi anni – ha spiegato lo chef in una lettera – la mia vita personale e professionale è stata stravolta da continui eventi e minacce che mi hanno lasciato profonde ferite e costato paure, sacrifici e denaro a causa della mia volontà di denunciare la criminalità mafiosa palermitana mandando alle sbarre gente che senza scrupoli vuole farmi fuori solo perché sono un cittadino onesto e non omertoso che non si piega alla mafia ma denuncia”.

“Non ho mai chiesto niente a nessuno – ha proseguito – né bussato porte ad esponenti politici, non mi sono messo mai contro lo Stato anzi, sono una sua vittima, ed allora perché proprio quella parte di Stato che dovrebbe tutelarmi adesso mi abbandona? Negli ultimi mesi ho subito nel mio locale, che si trova all’interno di un’area con servizio di vigilanza dinamica fatta dall’Esercito Italiano, tre incursioni, vere e proprie intimidazioni, non atti vandalici. Continue minacce ed intimidazioni si sono susseguite negli anni nei miei confronti e in quelli della mia famiglia” (cefaluweb)

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