Sul senso profondo dell’Umiltà

di Angela Ganci, psicologo psicoterapeuta, giornalista, docente

Arroganti, spavaldi, sicuri falsamente di Sé e convinti di poter raggiungere le più alte vette di prestigio, a qualunque costo, utilizzando machiavelliche tattiche finalizzate ad “abbreviare” i sudori e le fatiche del Vivere laboriosamente, senza facili scorciatoie dettate dalla Volontà di Potenza.
Un quadro impietoso di determinate condizioni umane alquanto diffuse che sgomitano, senza molti scrupoli, per farsi avanti nella vita, che magari arrivano a ricoprire rilevanti ruoli sociali, ma a cui manca una dote essenziale per ritenersi davvero appagati e pienamente umani.
Umanita’ e Umiltà, secondo la migliore tradizione filosofica: ma che significa esattamente la parola Umiltà?
L’etimologia della parola Umiltà è da ricondursi al latino Humus, Terra, da cui deriva il significato di umile, come di colui che proviene dalla terra, che sta in basso.
Un Basso che permette di collegarsi democraticamente agli altri, condividendo sensazioni, pensieri, vicende, un Basso che aspira a un Alto ispirato a sacrifici e talento, lontano da psicopatie e megalomanie gratuite.
Sennonché assistiamo sempre più sovente alla supremazia della furbizia, all’apoteosi dello sgomitare e scavalcare il collega, l’amico, fino al proprio fratello, pur di conquistarsi un pezzetto sublime di potere, attraverso l’esaltazione di doti mai possedute o scarsamente possedute.
Si, perché il problema non è tanto nella sporadica furbizia arrivistica, ma nel suo uso massiccio per ottenere privilegi di ogni sorta, veri o presunti, dimenticando caldamente il valore del sacrificio e della Scalata progressiva, quella “normale” sensazione di guadagnare per mano propria, gradualmente e realisticamente, pezzetti di gloria, senza lasciare scheletri in armadi ben camuffati.
Che l’Umiltà divenga cifra del progresso siamo tutti d’accordo; resta da vedere quanto la Natura umana abdichi alla tentazione succulenta di ottenere Tutto e Subito attraverso facili scorciatoie, ciechi ai danni lesivi provocati agli altri e al proprio distinguersi come Esseri umani.

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