Verità e finzione al Nuovo teatro Zappalà a Palermo.
In scena sei personaggi in cerca d’autore per la magistrale regia di Franco Zappalà
di Angela Ganci psicoterapeuta, giornalista
Il Padre, la Madre, la Figliastra, il Figlio, il Giovinetto e la Bambina: questi i componenti di un sicuro successo teatrale tratto dalla celebre opera pirandelliana “Sei personaggi in cerca d’autore”, andato in onda gli scorsi 30 e 31 Gennaio e 1 Febbraio a Palermo.
Scenografia d’eccellenza il Nuovo teatro Zappalà per la regia di Franco Zappalà con il ruolo altresì del Padre nell’opera (mentre il ruolo della Figliastra interpretato dall’attrice Patri Franco, già nel fortunato ruolo di Filumena Marturano di Eduardo de Filippo).
Due ore intense e palpitanti di suspense sospesa tra finzione e realtà, lacrime e urla, grida, tradimenti, isolamenti, odi, rimorsi, vergogne, ma anche speranza senza sosta di mettere finalmente un scena un dramma senza nome e immortalare tramite provetti attori una tragedia familiare, specchio nient’altro che della miseria umana.
Se appare superfluo ripercorrere la trama pirandelliana, nota ai più, utile invece è soffermarsi sul concetto di finzione e di ripetibilità del dolore, fulcro dell’interpretazione, senza tralasciare sapienti note di ilarità nella maldestra resa degli attori (capitanati i primi da un curioso quanto pragmatico capocomico) di quei personaggi, alla disperata ricerca di qualcuno che mettesse in scena, in fondo, la miseria di ciascuno.
Una ricerca infruttuosa emblematicamente rappresentata dal finale irrimediabile del suicidio del Giovinetto e della morte della Bambina, sottolineando l’incapacità di trovare riscatto attraverso la narrazione teatrale.
Di seguito alcuni stralci dei monologhi occorsi, spunti forse amari di riflessione, durante la rappresentazione offerta al pubblico dalla squadra del teatro.
“L’attore non riuscirà a rappresentare come mi sento” (il Padre)
“Io non mi ci ritrovo nell’attrice, questa è una cosa che diventa di loro, degli attori, non di noi personaggi” (la Figliastra)
“Il Teatro non è la Verità, bisogna contenere gli elementi e rappresentare il rappresentabile e far intendere dai pochi elementi il dramma interiore di tutti” (Il capocomico).
“I personaggi sono autonomi e la loro realtà è immodificabile, non si tratta di illusione di realtà, ma di realtà permanente. Nel palcoscenico si gioca a far sul serio e il guaio è che è finzione” (Il padre).
Le foto che seguono sono state scattate il giorno della prima, il 30 Gennaio 2026.




