CATACOMBA DI PORTA D’OSSUNA: A PALERMO UN TOUR PER RISCOPRIRE LA TOMBA PALEOCRISTIANA

Angela Ganci

Psicoterapeuta, giornalista, docente

Databile tra il IV ed V secolo d.C., fu scoperta nel 1739 in età borbonica durante i lavori di costruzione del Convento delle Cappuccinelle: si tratta del suggestivo sito archeologico sotterraneo noto come Catacomba di Porta D’Ossuna di Palermo, situata in Corso Alberto Amedeo 110, a due passi dalla Cattedrale cittadina.

La visita del luogo, ad opera degli archeologi della Cooperativa ArcheOfficina, permette al visitatore di immergersi totalmente nella sua storia, ascoltando la narrazione delle vicissitudini del sito e dei diversi lavori di rifacimento che ha subito negli anni: la visita ha una durata di circa 40 minuti ed è prenotabile in base alle date previste per l’escursione, consultabili al link https://www.facebook.com/archeofficina.

Una testimonianza della vita cristiana, ma anche un reperto della storia dell’Italia: infatti, durante la seconda guerra mondiale, la catacomba venne utilizzata come ricovero della popolazione per rifugiarsi dai bombardamenti.

Essa è articolata su un asse est-ovest e diversi corridoi perpendicolari, dove si aprono arcosoli polisomi, loculi e cubicoli.

Prima tomba paleocristiana, la catacomba di Porta D’Ossuna segna il passaggio dal paganesimo al cristianesimo: in realtà all’inizio ne fu fraintesa la matrice cristiana, pensando si trattasse di un monumento pagano.

Ecco allora l’apertura sistematica delle tombe alla ricerca di oggetti preziosi, come nella migliore tradizione pagana, e la (deludente) scoperta invece di corredi poverissimi, come nella tradizione cristiana.

Le tombe all’interno hanno varie dimensioni, la roccia utilizzata è l’arenaria e si trova sabbia compattata; i loculi venivano chiusi e sigillate con la malta, poiché non esisteva la mummificazione e i corpi dovevano essere ben conservati.

Le tombe inizialmente erano anonime e non contenevano epigrafi, al contrario di quelle pagane, denunciando l’interesse per la vita ultraterrena. Pian piano la situazione è destinata a mutare, e i successivi cristiani, pagani convertiti, saranno invece soliti mettere all’interno delle tombe piccoli oggetti decorativi o lamine in oro.

Tombe ricche ed elitarie, che discriminavano lo status sociale dei defunti: ecco, procedendo con il tour, la visione suggestiva dell’arcosolio, tomba familiare, spesso molto decorata. Dentro ogni arca, o tomba, erano depositate diverse salme; inoltre ogni arcosolio veniva inserito all’interno del cubicolo, galleria privata e dedicata ai defunti benestanti.

Un tour imponente, spiegato con maestria e dovizia di particolari, che non sveliamo ovviamente per motivi di suspence, ma che prosegue nell’ingresso originario della catacomba, adesso chiuso, che permette l’immersione figurativa nello spazio costituito dalla cappella funeraria o, anche, dal refrigerium.

Il visitatore infatti può osservare uno spazio pubblico, comunitario, accanto alle scale una volta destinate all’ingresso, occupato da una sorta di lungo bancone, che poteva essere adorato o come cappella funeraria per vegliare il defunto prima della deposizione o nel momento del refrigerium, con cui si indica il pasto commemorativo per i morti consumati in un cimitero.

Porta D’Ossuna, un sito affascinante, che nasconde sotterranee bellezze, e la cui visione non può non stupire, in quanto reperto storico di una cristianità fervida, testimoniata, come nella parte finale del tour, il visitatore può abbondantemente constatare, dalle tombe a parete, ricche di pitture che riportano vegetali che rappresentavano, per i cristiani, il Paradiso e scene dell’Antico Testamento.

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