Dietrofront Conte: dal 10 maggio tornano le messe in chiesa

Dopo la polemica tra governo e Cei, l’esecutivo sta predisponendo un protocollo con i vescovi italiani per poter tornare a celebrare le messe in sicurezza. L’ipotesi è quella di ripartire dal 10 o dall’11 maggio con le messe all’aperto e solo in un secondo momento con le celebrazioni al chiuso, all’interno delle chiese.

Nella polemica tra governo e Cei sulla mancata riapertura delle chiese per la celebrazione delle messe interviene anche Papa Francesco. Nel tentativo di placare la polemica. E pur non facendo alcun riferimento esplicito allo scontro tra vescovi ed esecutivo. Ma le parole del pontefice sembrano andare in una chiara direzione pacificatrice. Durante la messa a Santa Marta, Bergoglio invia un messaggio a tutti, fedeli e vescovi: “In questo tempo nel quale si comincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni perché la pandemia non torni”. Obbedire alle disposizioni, quindi, per evitare una nuova ondata di contagi.
No a messe, lo scontro governo-Cei

La nota della Cei arrivata subito dopo l’annuncio del nuovo dpcm sembra aver fatto cambiare idea al governo, pronto a trattare con i vescovi per permettere di celebrare presto le messe. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, afferma: “Dispiace molto creare questo comprensibile rammarico nella Cei e nella chiesa italiana, ma lavoreremo per definire un protocollo per consentire ai fedeli di partecipare a cerimonie religiose in massima sicurezza. Avremo già un’apertura per le cerimonie funebri, poi con la Cei definiremo un percorso”. Ma la decisione di Conte di non dare il via libera alle messe con la fase due è dettata dall’avvertimento degli esperti in campo medico. Per loro le chiese affollate sono un luogo pericoloso, soprattutto per la presenza di tante persone anziane. Tanto che alcuni esperti hanno paragonato le chiese agli stadi per livello di pericolosità e di rischio contagi. Serve cautela, quindi.
La fase due in chiesa, verso messe all’aperto dal 10 maggio

Sono Repubblica e Avvenire a tracciare due possibili scenari per le messe durante la fase due. La prima ipotesi è quella di far ripartire le celebrazioni già dal 10 maggio, se non addirittura dal 4. La prima certezza è che bisogna garantire le condizioni di sicurezza, quindi inizialmente le messe si celebreranno all’aperto. Difficile, per ora, che si tengano al chiuso delle chiese. Servirà la mascherina per tutti i fedeli e forse anche i guanti.

Per quanto riguarda la data, il governo puntava all’11 maggio, ma la Cei insiste per ripartire la domenica, quindi magari il 10. Per le messe al chiuso, invece, probabilmente non se ne parlerà prima del 18 maggio. Sulla base del protocollo che governo e Cei stanno redigendo in questi giorni. Non solo l’obbligo di indossare guanti e mascherine, ma anche ingressi limitati (per esempio una persona per ogni banco), divieto di scambiarsi il segno della pace e di usare l’acquasantiera e possibili restrizioni anche sulla comunione. (fanpage)

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