19 Aprile 2021

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DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE E PANDEMIA: POSSIAMO PARLARE DI “CONSOLAZIONE DA CARBOIDRATO?”

di Angela Ganci, psicologo psicoterapeuta, giornalista, docente

Si è svolta il 15 Marzo scorso la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla dedicata ai disturbi del comportamento alimentare, in ordine alla promozione di un’adeguata informazione su un tema delicato, come quello che concerne il rapporto con il cibo e la salute.
Anoressia, bulimia e Binge Eating Disorder, problematiche già presenti in concomitanza della pandemia e peggiorate in seguito al lockdown o sviluppatesi in seguito all’isolamento sociale imposto dalla contagiosità del Covid 19, o ancora in gravosa ricaduta in seguito alle restrizioni sociali dalla situazione sanitaria contingente.
Differenti le cause imputabili al preoccupante fenomeno: vuoi la “pandemia di sentimenti negativi di isolamento e depressione” che hanno spinto verso una “Consolazione da Carboidrato”, come nelle Abbuffate compulsive, sia la carenza di adeguati trattamenti psicologici e psichiatrici che inevitabilmente vengono associati a una malattia pandemica, data l’impossibilità di cure mediche e psicologiche in presenza e centri chiusi.
Vari i segnali di allarme da attenzionare, tra cui il porre molta attenzione al cibo, eliminando i cibi più grassi e impoverendo sempre di più la propria dieta, o il porre un’eccessiva attenzione al corpo e all’aspetto fisico, alla ricerca di segni microscopici di adipe in eccesso, focalizzando il caso dell’anoressia nervosa, che sembrerebbe, in tempi di pandemia, “conoscere un’evoluzione più rapida, accelerando nella fase iniziale”, secondo le recenti osservazioni del Centro per i Disturbi Alimentari dell’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro di Milano.
Situazione allarmante a cui si unisce l’evidenza per cui l’anoressia colpisce anche i bambini: col lockdown i ricoveri per tale patologia sarebbero in aumento, già a 8 anni, secondo quanto riporta la dottoressa Bozzola della Società Italiana di Pediatria (per approfondimenti si rinvia al link https://www.repubblica.it/salute/2021/02/17/news/nei_nostri_reparti_pediatrici_tanti_ricoveri_per_anoressia-287859777/).
Patologie complesse e invalidanti, ma che oggi la scienza medica e psicologica possono e devono curare, senza dimenticare il percorso complesso di malattie come l’anoressia nervosa.
Una patologia del Corpo e dell’Anima che richiede spesso un ricovero prolungato, dalle quattro alle sei settimane, per ripristinare il peso e stabilizzare dal punto di vista medico e psichiatrico le pazienti, ma anche i soggetti di sesso maschile, non immuni al disturbo.
Un percorso che vede diversi attori coinvolti, psichiatri, neuropsichiatri, psicologi, nutrizionisti, i familiari stessi, agenti a livello medico, attraverso terapie che contrastino il deperimento organico, psicoterapeutico e psicofarmacologico, attraverso una ristrutturazione cognitiva delle convinzioni legati al cibo, alla sua assunzione e al proprio corpo, e sociale, attraverso il sostegno dei caregivers e delle strutture del Territorio, come la scuola e il gruppo dei pari.

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